Categorie: around

fino al 25.II.2007 | Joan Miró 1956-1983 | Barcellona, Fundació Joan Miró

di - 29 Gennaio 2007

Nel 1926 Joan Miró scriveva: “Questo è il colore dei miei sogni”. Il colore era il blu, in quella sua speciale qualità cristallina, trasparente come gli occhi dello stesso artista, leggero come una brezza di mare, soffio delicato d’esistenza e insieme presenza immanente, calda e generosa. Il blu resterà una costante lungo tutta la produzione del pittore catalano e si ritrova infatti puntuale, saturo e pulsante di vita autonoma, nel grande trittico Blu (1961), da cui prende le mosse la piccola ma ben ordinata mostra che la Fondazione Miró dedica agli ultimi anni di attività dell’artista.
Sollecitato dalle esperienze dell’espressionismo astratto nordamericano, Miró scopre fra anni Cinquanta e Sessanta la seduzione del grande formato e con esso la possibilità di mettere lo spettatore dentro la pittura in un coinvolgimento emotivo sinestetico in cui forme e colori nello spazio assumono un’importanza capitale nella lettura dell’opera. Nel recupero di questa istanza d’avanguardia, ben chiara a Miró sin dalla sua pratica surrealista, il pittore affronta con rinnovato entusiasmo, e ancora con straordinaria densità immaginativa, l’impegno di una militanza sempre più dichiarata e attentissima a fare di ogni momento di tensione politica e sociale l’occasione di un riscatto poetico.
Quell’universo sidereo, di costellazioni e pianeti e figure affogate in un amnio senza tempo e senza storia, scende adesso per strada, si fa “strada” esso stesso –e basterà pensare ai molti interventi ambientali di Miró a Barcellona: dall’azione di pittura sulle vetrate della sede dell’ordine degli architetti nel 1969 al mosaico di Pla de l’Ós del 1976– e decide di affrontare con piglio “interventista” le più spinose e scottanti questioni del suo tempo. Si può parlare di un Miró politico, dunque, convinto più che mai del ruolo che può e deve giocare l’arte nella sensibilizzazione delle coscienze, nell’aprire un dibattito, nel sollecitare confronti, nel sostenere con coraggio un punto di vista.

Si passa così dal rigore cerebrale e quasi zen di un dipinto come Parole del poeta (1968), stringatissimo nella sua doppia cromia nera e rossa su fondo bianco, allo spazio convulso e fagocitante di Maggio 1968, in cui i segni della pittura si accampano rabbiosi e disperati sulla tela, insieme alle impronte delle mani dell’artista, alle colature di pennello, ai grumi di colore che esplodono in superficie come rigurgito della violenta repressione che caratterizzò quella stagione in tutta Europa. Al contrario, muto, e serrato tutto dentro un lirismo struggente e senza appello, è il trittico La speranza del condannato a morte (1974), sollecitato dalla barbara esecuzione capitale di Salvador Puig Antich, l’ultimo giustiziato del regime di Franco: esili macchie di colore circondate da una linea nera aperta ad una speranza di salvezza che per quel giovane poco più che ventenne non arrivò mai.
Tuttavia, accanto ai dipinti di più scoperta ispirazione politica, Miró rimarrà fedele ad una precisa sua cifra iconografica e di stile, laddove, pure nei modi più slabbrati e sempre più “informali” di una pittura talvolta stesa a terra e direttamente con le dita, le sue Donna e uccello, così gravide di implicazioni poetiche ed esistenziali, appaiono sempre pronte a spiccare il volo verso quel sole di totalizzante aspirazione alla bellezza del sogno.

articoli correlati
Mirò e Chagall in mostra a Milano

davide lacagnina
mostra visitata il 16 dicembre 2006


Joan Miró 1956-1983. Sentiment, emoció, gest – a cura di Rosa Maria Malet – La mostra è organizzata dalla Fundació Joan Miró di Barcellona con il patrocinio del BBVA – testi in catalogo di osa Maria Malet, Teresa Muntaner, Emili Fernández Miró e Pere Portabella – Fundació Joan Miró – Parc del Montjuic – 08038 Barcelona – T. +34 93 44 39 470 – F. +34 93 32 98 609 – fjmiro@bcn.fmiro.eswww.bcn.fjmiro.es

[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Luigi Voltolina a Venezia: la pittura come epifania

A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…

18 Gennaio 2026 0:02