Categorie: around

fino al 26.V.2008 | Vanity Fair portraits | London, National Portrait Gallery

di - 8 Aprile 2008
Ne I pensieri oziosi di un ozioso, Jerome K. Jerome afferma che “la vanità è l’unica forza motrice dell’umanità”. Non a caso, la rivista “Vanity Fair” prende il nome dal romanzo omonimo di William Makepeace Thackeray (1848), un’impietosa satira dei vizi della società inglese dell’epoca napoleonica. E cos’è più effimero e vano della celebrità? In occasione del novantesimo anniversario della nascita di “Vanity Fair” e del venticiquestimo della sua rinascita, la National Portait Gallery di Londra presenta Vanity Fair portraits: photographs 1913-2008.
Lanciata a New York nel 1913 dall’editore Condé Nast, “Vanity Fair” diventa da subito un’elegante e intelligente finestra sul mondo dell’alta società. Sospesa nel 1936 durante la Grande Depressione perché troppo costosa, la produzione di “Vanity Fair” rinasce in un’epoca di decadenza ed eccesso come i primi anni ‘80.
Articolata in due sezioni, la prima parte della mostra (Vintage Vanity Fair (1913-1936)) è dedicata ai primi anni della rivista. Da sempre, personaggi del mondo del cinema, letteratura, musica, arte e scienza hanno fatto la fila pur di essere fotografati da leggende come Edward Steichen e Cecil Beaton. Un giovane Albert Einstein ancora fresco del Nobel nel 1923. Frida Khalo, piccola e determinata accanto a un massiccio Diego Rivera. E ancora Hemingway, Huxley e molti altri sfilano accanto a musicisti e atleti nello spirito di seriosa ironia che è diventato il marchio di fabbrica della rivista.

Nella seconda parte, Modern Vanity Fair (1983 to present day), Hollywood finisce inevitabilmente per dominare. Ma lo spirito originale degli anni ‘20 resta immutato. Ed ecco nella stessa sala Margaret Thatcher fotografata Helmut Newton e i Run DMC di Jonas Karlsson. Dalla data del rilancio della rivista, nel 1983, “Vanity Fair” crea copertine che fanno notizia. Come quella dei coniugi Reagan che danzano sulle note di Frank Sinatra, ritratti da Harry Benton nel 1985. E non mancano i rimandi alla storia dell’arte: in The directors (1996), i guru del mondo del cinema Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, George Lucas e Steven Spielberg sembrano uscire da una delle corporazioni di Arti e Mestieri ritratte da Franz Halls.
Se Steichen era la forza creativa del primo periodo di “Vanity Fair”, Annie Leibovitz lo è del secondo. Il suo nome è diventato sinonimo di ritratto moderno. Entrambi hanno eternato l’ego di pochi, creando un attimo divino. Lo sguardo misterioso Gloria Swanson attraverso una veletta nera per la lente Steichen. Jack Nicholson in vestaglia di seta, ciabatte e occhiali da sole, in mano una mazza da golf, ritratto dalla Leibovitz. Swanson e Nicholson: due facce della stessa medaglia, le nuove icone del nostro secolo.

Leibovitz ha creato alcuni dei più significativi ritatti di gruppo della nostra epoca. Tra questi, George Bush e I magnifici sette del suo entourage (tra cui Donald Rumsfeld, Colin Powell e Condoleezza Rice). La foto, realizzata in occasione dell’intervento americano in Afghanistan in risposta all’attacco terroristico a New York, sembra rimandare al set di un film western e trasuda di sottile ironia.
Se Hollywood è la fabbrica dei sogni, allora “Vanity Fair” è il suo biglietto d’ingresso. Il mondo è davvero una fiera delle vanità.

articoli correlati
Edward Steichen a Parigi

paola cacciari
mostra visitata il 19 febbraio 2008


dal 14 febbraio al 26 maggio 2008
Vanity Fair portraits: photographs 1913-2008
National Portrait Gallery St Martin’s Place – WC2H 0HE London
a cura di David Friend e Terence Pepper.
Orario: dal martedi al venerdì dalle 10 alle 18; giovedì e venerdì fino alle 21
Ingresso: intero £10; ridotto £ 9/8
Catalogo £ 25
Info: tel. +44 02073122463; fax +44 02073060056; www.npg.org.uk

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Tutto quello che non serve (più) diventa arte da Spazio Punch, a Venezia

Da un vecchio cappotto a un guantone da pugilato: la nuova mostra di Spazio Punch —visitabile fino al 10 gennaio…

2 Gennaio 2026 0:02
  • Cinema

L’anno che verrà, al cinema: i film più attesi del 2026

Grandi ritorni, blockbuster e nuove mitologie del maxi schermo. L’agenda dei titoli imperdibili, da gennaio a dicembre

1 Gennaio 2026 17:46
  • Attualità

Nel Capodanno di Amsterdam va in fiamme la Vondelkerk, capolavoro del neogotico

Un incendio nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio ha gravemente danneggiato la Vondelkerk, chiesa progettata da…

1 Gennaio 2026 17:42
  • Arte moderna

Sargent: il lampo che abbagliò Parigi. Ora in mostra al Musée d’Orsay

Nel centenario della sua morte, il Musée d’Orsay dedica la prima grande monografica francese a John Singer Sargent, restituendo alla…

1 Gennaio 2026 16:00
  • Libri ed editoria

L’AI spopola nella moda. E un nuovo progetto editoriale la racconta

FORGET AI è il primo magazine di moda cartaceo interamente generato attraverso processi di intelligenza artificiale. E sembra dirci che…

1 Gennaio 2026 14:00
  • Arte contemporanea

In Tasmania c’è una nuova installazione permanente di Anselm Kiefer

A Hobart, il museo MONA dell’eccentrico collezionista David Walsh ha presentato una nuova installazione permanente e immersiva di Anselm Kiefer,…

1 Gennaio 2026 11:30