Chi era veramente questa Fornarina? Da anni i critici si interrogano per rispondere a tale quesito, nato attorno ad un nome convenzionale che si ritrova per la prima volta in una incisione del 1773 del Cunego. Il ritratto di questa fanciulla, recentemente restaurato, possiamo da pochi giorni ammirarlo nelle sale del Musée du Luxembourg di Parigi. Raphaël: grâce et beauté riunisce trentuno opere tra dipinti, disegni e incisioni, che ci invitano ad incontrare alcuni aspetti di uno dei più grandi maestri del Rinascimento italiano. L’esposizione si propone di mostrare, attraverso alcuni ritratti di Raffaello, lo sviluppo stilistico della sua poetica, in cui nella ricerca dell’ideale della perfezione estetica e formale, le possibilità espressive sono l’oggetto di una costante esplorazione.
Il neologismo creato da Baldassare Castiglione, la “sprezzatura”, ovvero […] l’apparente spigliatezza, sintesi di naturalezza ed eleganza che nasconde l’artificio e lascia credere che ciò che si fa o si dice sia fatto senza fatica […] lo si ritrova in queste dame eleganti e aggraziate. Gli otto disegni esposti in mostra, che ogni tanto si alternano alle pitture, nella loro limpidezza cristallina dei segni a matita nera e a matita rossa raggiungono una purezza straordinaria: la testa della “Musa Thalie” (Firenze, Fondazione Horne, Inv. 5643) esemplifica la dolcezza soave dei suoi visi.
Purtroppo a tanti capolavori segue una piccola sala nella quale varie gigantografie, riproducenti gli affreschi della “Sala di Psiche” (Villa della Farnesina, Roma), vogliono mostrare un aspetto della grandiosità del maestro nella pittura murale. Nonostante la fotografia possieda veramente la magia di trasportare altrove cose inamovibili, in questo caso non riesce propriamente ad esemplificarlo come dovrebbe. Per conoscere la grazia e la bellezza di Raffaello bisogna incontrarlo.
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musee du Luxembourg
www.senat.fr
Roberta Serra
mostra visitata il 17 ottobre 2001
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