Categorie: around

fino al 4.II.2007 | Ron Mueck | New York, Brooklyn Museum

di - 15 Dicembre 2006

Mask II (2001-2002). La perfezione dei tratti somatici è l’elemento che per primo colpisce lo spettatore. La grande testa è appoggiata su un lato, gli occhi chiusi, la bocca semiaperta e un’infinità di dettagli catturano lo sguardo per minuti interi. Le rughe intorno agli occhi, i pori della pelle, i peli nel naso e la barba incolta. Così per ognuna delle altre opere in mostra, sparse in giro per l’ampio spazio del museo newyorkese.
A cominciare da Dead Dad (1996-1997), una delle prime opere di Ron Mueck, che ritrae suo padre morto. Impressionante, reale ed irreale allo stesso tempo, in tutti i più peculiari dettagli del rigor mortis. Si prosegue con Crouching Boy In Mirror (1999-2002), un adolescente ranicchiato davanti ad uno specchio, intento a sbirciare timidamente la propria immagine. E poi Big Man (2000), un corpulento uomo che nascosto in un angolo di un ospedale psichiatrico, se ne sta intrappolato nella sua ansia; mentre Wild Man (2005) è un uomo barbuto e nudo seduto su uno sgabello, coperto di peli, con tutti i nervi tesi; il suo sguardo urla terrore come se avesse scoperto il mostro di se stesso. Baby (2000) è un neonato “appeso al muro”, o appena preso in braccio, costretto ad aprire gli occhi sulla realtà fino ad allora ovattata.
Tutte le sculture di Mueck sono perfettamente reali, tanto da immaginarle respirare. È stupefacente osservare questi corpi nella neutralità di un ambiente completamente “asettico” e percepire nello stesso tempo i loro pensieri, le loro paure, la loro inadeguatezza in ciò che li circonda. I loro occhi caricano di emozioni, le loro espressioni e chi osserva sente la volontà di indagare nelle loro vite.

A dare forza a questi lavori non è soltanto la magistrale riproduzione di dettagli, quanto il totale disorientamento creato dalle dimensioni. Mueck gioca su scale completamente irreali, minimizzando i corpi o esagerandoli enormemente. Malgrado non sia un processo inedito in campo scultoreo, Mueck, grazie anche alla perfezione stilistica, riesce a trasportare lo spettatore in un territorio nuovo, molto più vicino al mondo irrazionale, dove la percezione del corpo è legata più elle emozioni che non alla tridimensionalità reale. Tutti i suoi personaggi sono fissi nel vuoto e tutto intorno a loro prende forma solo grazie all’immaginazione. La vacuità nei loro occhi è analoga allo sguardo di chi osserva. Il vuoto diventa, quindi, metafora di un’analisi interiore. L’artista, utilizzando elementi fortemente comunicativi, coinvolge lo spettatore nella totale introspezione, spostando l’attenzione dall’oggetto al soggetto. Un universo fatto di silenzi e solitudine che ci trascina in un mondo parallelo. Il nostro.

articoli correlati
Mueck alla Fondation Cartier di Parigi

leonardo proietti
mostra visitata il 4 dicembre 2006


fino al 4.II.2007 – Ron Mueck
Brooklyn Museum, 200 Eastern Parkway, Brooklyn, New York 11238 – Linea 2 e 3 Eastern Parkway/Brooklyn Museum – T. (718) 638-5000 – Admission: $8; Studenti $4; Adulti oltre 65 anni $4; Membri: gratis; Sotto 12 anni: gratis – Orari: Mercoledì- Venerdì 10 a.m.–5 p.m.;Sabato-Domenica: 11 a.m.–6 p.m. www.brooklynmuseum.org


[exibart]

Visualizza commenti

  • Ciao, sei anche tu a New york? Vivi qui? Io mi fermo ancora qualche giorno poi torno per un po' in Italia... scrivimi se ti va!

Articoli recenti

  • Bandi e concorsi

Italia Pazza, la open call che invita gli artisti a ripensare la borsa

Fondazione Italia Patria della Bellezza lancia la seconda edizione di ITALIA PAZZA, la open call che mette in palio residenze…

8 Aprile 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Non è un concerto. Non è una mostra. Sono le frequenze estreme di Marco Fusinato al PAC di Milano

Dopo i duecento giorni di “noise” alla Biennale di Venezia 2022, l'artista australiano torna in Italia con la sua prima…

8 Aprile 2026 15:00
  • Personaggi

Addio a Christine Ruiz-Picasso: scompare la “madre” del Museo Picasso Málaga

Si è spenta a 97 anni in Provenza la nuora del genio andaluso. Senza la sua tenacia e la sua…

8 Aprile 2026 14:53
  • Mostre

Un rave d’arte a Trastevere: l’installazione di Mattia Pajè da Supernova

Per la sua mostra negli spazi di Supernova a Roma, Mattia Pajè lavora sulla cultura del rave come spazio potenziale,…

8 Aprile 2026 13:46
  • Mercato

Art Cologne debutta a Palma, con una fiera vista mare

«Non c’è un’altra isola nel Mediterraneo con una scena artistica così consolidata». Lo racconta a exibart il direttore Daniel Hug,…

8 Aprile 2026 13:13
  • Musei

Centre Pompidou Hanwha: a giugno l’apertura della nuova sede a Seoul

Mentre la sede parigina rimane chiusa per lavori, il Centre Pompidou apre una nuova sede a Seoul, in collaborazione con…

8 Aprile 2026 12:55