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Fino al 5.IV.2019 | Equilibrium. Un’idea per la Scultura Italiana | Galleria Mazzoleni, Londra

di - 7 Marzo 2019
“Equilibrium. Un’idea per la scultura italiana” è l’ultimo progetto presentato dalla galleria Mazzoleni. Il progetto a cura di Giorgio Verzotti si articola fra le due sedi di Torino e Londra: già esibito nella storica sede torinese a seguito dell’ampliamento degli spazi in piazza Solferino, viene ora riproposto dal 8 febbraio al 5 aprile 2019 nella sede londinese di Mayfair con una nuova scrittura espositiva. La mostra londinese assume un profilo minimale enfatizzato da un dispositivo di visualizzazione in cui “l’evento scultoreo” trova il suo compimento nell’aderenza alle superfici ospitanti. La narrazione consiste in una vera e propria indagine sul fattore equilibrio basata su un percorso espositivo unicamente scultoreo, al fine di mostrare il superamento del tutto tondo in scultura e dischiudere lo spazio per sottrazione. Una scelta inusuale, quella di Equilibrium, per una galleria come Mazzoleni con una ricerca abitualmente incentrata sulla pittura dei maestri del dopoguerra. Il progetto, affidato al critico e curatore Giorgio Verzotti, ha assunto fin da subito un profilo scientifico istituzionale, avvalendosi di una selezione di opere non tutte facenti parte della scuderia “Mazzoleni”. Concepita per declinare lo stato di equilibrio la visione del critico gioca sui contrasti e le assonanze nelle varie forme espressive, perfezionando l’indagine attraverso una grammatica eterogenea fra misura e materia, alternanza di segni verticali e orizzontali, dialoghi fra composizioni organiche e inorganiche. Opere come Ritratto di equilibrista – Chiuso in se stesso nel timore di cadere da una parte di Vincenzo Agnetti, che rievoca l’equilibrio con la poesia visiva di parole marchiate a fuoco su feltro, come Sisma, segno scultoreo verticale con combustioni di Nunzio e l’elegante scultura in marmo perlato di Hidetoshi Nagasawa ci danno l’idea dello spessore degli interpreti in mostra. In contrasto con l’impronta materica del succitato Nunzio troviamo le esili strutture di Fausto Melotti, sculture attraversate da porzioni di spazio, moduli privi di un nucleo in cui traspare l’identità e la narrativa del vuoto. II percorso propone l’immagine arcaica dell’Anfesibena in bronzo di Giuseppe Maraniello; il Bilanciere in tensione di Paolo Cotani, i Cerchi Virtuali di Getulio Alviani e la forza elastica di Shigeru Saito. Di certo non mancano assemblaggi, è il caso dell’opera facente parte del ciclo delle Verticali di Remo Salvadori, una base composta da una scultura in rame e metallo che sorregge una pila di elementi in vetro; e delle combinazioni organiche di Luca Trevisani, laddove i materiali adottati comprendono un guscio d’uovo, un carapace d’aragosta, un osso di bue e semi di palma. Nel susseguirsi di forme differenti prevale un senso armonico messo in risalto dall’intreccio dei linguaggi fra interpreti già storicizzati e dediti alle sperimentazioni delle neoavanguardie e le ricerche più recenti come nel caso di Gianni Caravaggio, Alice Cattaneo, Filippo Manzini e Sergio Limonta. In At still point of turning world disposizione di tazze in porcellana su una superficie rotante, Elisabetta di Maggio si avvale di una splendente metafora e di un un’instabile intrusione nell’estetica surrealista per declinare un mondo transitorio che gira su se stesso.
Ma le più alte sfere di bellezza, conseguenza di indagini che hanno segnato il rinnovamento del concetto di forma e spazio, di un approccio fenomenico e ontologico verso la materia, li ritroviamo in Luciano Fabro e Giovanni Anselmo. La Ruota di Fabro certifica il suo orizzonte formale innovativo e la sintesi fra azione e oggetto, alla scoperta di una percezione alterata dalla provvisorietà di un cerchio che sembra percorrere il braccio pensile nel suo equilibrio oscillante. Mentre Il panorama verso oltremare intorno dove le stelle si avvicinano di una spanna in più di Anselmo è il salto verso un mondo non manifesto: l’avvicinamento a un blu raccoglitore di forze e misurazioni invisibili, termine da cui i fenomeni d’instabilità tendono all’immaginazione.   
Rino Terracciano
Dall’8 febbraio al 05 aprile 2019
Equilibrium. Un’idea per la scultura italiana
Galleria Mazzoleni
27, Albemarle Street
Londra
Orari apertura: lunedì-venerdì: 10 – 18; sabato: 11-17; domenica: chiuso
Info: london@mazzoleniart.com

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