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Fino al 6.I.2019 | Tómas Saraceno, On Air | Palais de Tokyo, Parigi

di - 1 Gennaio 2019
Il Palais de Tokyo presenta “On Air” la mostra di Tomás Saraceno, una gigantesca jam session cosmica per vivere un’esperienza artistica e ambientale collettiva.
Dopo Philippe Parreno nel 2013, Tino Sehgal nel 2016, e Camille Henrot l’anno passato, Carte Blanche invita, per la sua quarta edizione, l’artista argentino a presentare i suoi lavori in uno spazio di ben 13mila metri quadrati.
Classe 1973, Tomás Saraceno riunisce qui opere principali e nuove produzioni, che si dislocano attraverso zone scure abitate da magnifici ragni che tessono sculture tridimensionali, o in sale illuminate di bianco ritmate da aerografi in cui i movimenti dell’aria sono resi visibili da penne appese a palloncini galleggianti, fino alla coloratissima scultura aerosolare realizzata dal gruppo Museo Aero Solar, una comunità internazionale che attraversa 27 Paesi come Colombia, Cuba, Italia, Palestina, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti…
Composta da 20mila buste di plastica, questa scultura fluttua nell’aria senza l’ausilio di carburante, pannelli solari e batterie, elio o idrogeno, ma con il calore del sole e del vento sfruttando diversamente la forza di gravità. Il Museo Aero Solar è parte dell’Aerocene. Ma che cos’è? “L’Aerocene è un progetto sull’amicizia, sul rapporto tra aria, universo, uomo, sole, animali, piante, pianeti. È un progetto che mostra come l’entusiasmo condiviso diventi il terreno comune per condividere i sogni. Dove energia e ispirazione sono risorse infinite”, spiega Tomás Saraceno.
Curata da Rebecca Lamarche-Vadel, On Air segue una metodologia scientifica sia nel presentare e sviluppare i contenuti, che nel modo di coinvolgere i visitatori di ogni età grazie a laboratori o esperienze sonore e fisiche come nell’opera Algo R(h)i(y)thms.

Tomás Saraceno, On air

Un percorso espositivo rivoluzionario perché propone un modus pensandi e operandi nuovo che, sovvertendo il pensiero prettamente antropocentrico, allarga il concetto di umanità al mondo animale e vegetale, fino ai quattro elementi della natura. In questo senso la mostra è una sorta di viaggio iniziatico dal quale si esce, se non del tutto convinti, per lo meno sensibilizzati a tematiche ambientali e alle sue priorità inevitabili. Un’esperienza sensoriale unica che va oltre l’eccezione umana e che invita a situarsi diversamente nell’universo.
Saraceno ci restituisce una visione del mondo avvalorata da collaborazioni eterogenee con gruppi di ricerca, attivisti, comunità locali, musicisti, filosofi o istituzioni scientifiche.
Vedi l’installazione Multimessenger Room, realizzata, tra gli altri, con l’INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e il CNRS, Centre National de la Recherche Scientifique, che ricordiamo hanno fondato l’Osservatorio Gravitazionale Europeo per assicurare il funzionamento di Virgo, un interferometro rilevatore di onde gravitazionali per testare la teoria della relatività, e non solo.
Nella Multimessenger Room, una sala multimediale troviamo dunque una postazione d’ascolto del cosmo, alimentata grazie al contributo dei principali osservatori di onde gravitazionali e di astroparticelle della terra, che condividono i loro dati in tempo reale, questi vengono qui raccolti e trasformati in suoni e vibrazioni a disposizione di tutti.
I grandi protagonisti di questa mostra sono comunque i ragni che a decine popolano le sale del tempio dell’arte contemporanea. Posti in teche di vetro aperte, disciplinati e meticolosi questi costruiscono le loro tele sotto una leggera luce. Una vera prova per chi soffre di aracnofobia!
Questo aracnide a otto zampe che esiste da oltre 380 milioni di anni, con oltre 45mila specie sparse in tutto il mondo, lo ritroviamo anche in Webs of at-tent(s)ion. In quest’installazione sono state accostate diverse specie di ragni che realizzano tele ibride, mai viste prima, stimolando interazioni comunicative ex novo.
Nell’opera Sounding the Air, un sistema video cattura i movimenti dei fili di ragno, che sono condizionati da vibrazioni spaziali causate anche dal pubblico, questi vengono poi tradotti in frequenze sonore, che a loro volta provocano delle discontinuità luminose lungo il percorso. Questa immersione tra immagini e suoni è correlata da un vocabolario ricco e moderno composto inoltre da neologismi come antropocene, ormai entrato in uso, ma anche aerocene e aracnosofia. Un percorso veramente interessante che stimola la curiosità creativa di ognuno, ed allarga i confini dell’ecosostenibilità semplicemente osservando la natura. Tomás Saraceno ci porta l’esempio dell’argyroneta aquatica meglio conosciuto come ragno palombaro, che costruisce ragnatele subacquee, e per conservare l’ossigeno vive in bolle d’aria. “Gli esseri umani potranno un giorno vivere nell’aria?” si chiede a proposito l’artista che lancia così una sfida aperta a tutti. Secondo Saraceno, l’habitat costruito dal ragno palombaro è un invito a riflettere su altri tipi di realtà. Si parla di scienza, di tecnologia e così via, ma l’arte? La ritroviamo nella rappresentazione della natura e delle sue infinite potenzialità, che da offesa e spodestata, Saraceno vuole riabilitare al rango di forza creatrice e inspiratrice della vita. Una mostra assolutamente da non scoprire fino al 6 gennaio.
Livia De Leoni
Mostra visitata il 5 dicembre 2018
Fino al 6 gennaio 2018
Carte Blanche a Tómas Saraceno
On Air
Palais de Tokyo
13, avenue du Président Wilson
75116 Paris
www.palaisdetokyo.com

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