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fino al 6.II.2005 | Il Ritratto Spagnolo | Madrid, Museo Del Prado

di - 2 Febbraio 2005

E’ la prima volta che al Museo del Prado si allestisce una mostra dedicata esclusivamente al ritratto. E’ anche la prima volta che un’esposizione copre un arco di tempo così sterminato e che al museo madrileno arrivano importanti opere di grandi artisti spagnoli, provenienti da istituzioni straniere.
E’ il caso per esempio dei due meravigliosi ritratti della Duchessa di Alba, dipinti da Goya. La storia (e la leggenda) ha consacrato la Duchessa come il modello femminile che ispirò a Goya i suoi due ritratti più famosi: La Maja vestida e La Maja denuda, abitualmente esposti nelle sale del museo spagnolo. Questa è la prima volta che i due ritratti a figura intera di Cayetana de Alba – provenienti dalla Fundacion Duques de Alba di Madrid e dalla Hispanic Society of America di New York – si trovano esposti fianco a fianco. In uno la duchessa è vestita di bianco, con i ricci neri sciolti sulle spalle (la sua civetteria le impediva di portare delle parrucche) e nell’altro indossa il classico vestito nero di una Maja, col velo nero di pizzo che incornicia il viso eburneo.
L’intento dichiarato della mostra è quello di illustrare lo sviluppo del ritratto in Spagna, dal Medio Evo fino a Picasso. In questo lunghissimo lasso di tempo, il genere acquista via via importanza, sia perché i maggiori artisti del ‘600 (El Greco, Goya, Velazquez, Zurbaran…) sono anche dei grandi ritrattisti, sia perché si fa avanti un committente estremamente importante: la famiglia reale spagnola, che, insieme alla sua corte, richiede sempre più spesso agli artisti dei ritratti, utili anche per combinare i matrimoni.
Bartolomé de Bermelo, con Santo Domingo de Silos – rappresentato seduto sul trono, circondato dalle virtù – apre la mostra: si tratta di un retablo, o tavola, della fine del XV secolo, proveniente dalla parrocchia di Daroca di Saragozza.

I tre pittori che hanno portato il maggiore contributo alla storia del ritratto spagnolo –Velazquez, Goya e Picasso – sono ben rappresentati nelle sale del Museo e lo scopo, pienamente raggiunto, è quello di dimostrare la relazione intima che lega i tre artisti. La famiglia di Carlo IV di Goya ha diversi punti in comune con Las meninas di Velazquez: sono entrambe opere di vaste dimensioni che ritraggono la famiglia reale, includendo nella scena gli artisti stessi, rappresentati nell’atto di dipingere, accanto ai loro illustri committenti.
Lo stesso ritratto di Picasso La dama in blu, del 1901, occhieggia ai dipinti dei grandi maestri, sia nel modello femminile scelto – una dama d’altri tempi con un costume antico – sia nella pennellata corposa e ricca di cromatismi.
Infine, due importanti autoritratti, sempre di Picasso: il primo (proveniente dal Musée Picasso di Parigi) ritrae l’artista da giovane con il volto emaciato e pallido: il quadro segna un periodo molto difficile della sua vita, subito dopo il suicidio dell’amico Casagemas e durante il difficile soggiorno parigino in cui si trovava solo e spaesato nella capitale francese. Chiude la mostra, simbolicamente, l’ultimo autoritratto dell’artista malagueno, un’opera cubista del 1972 che lo raffigura oramai anziano, il volto tormentato dall’inquietudine, i grandi occhi sbarrati che fissano lo spettatore, e il viso ossuto, spettrale. Che evoca quasi un teschio.

consuelo valenzuela


Il Ritratto spagnolo – da El Greco a Picasso
Madrid, Museo del Prado – Paseo del Prado
info: 003491/3302800
orari: mart-dom. 9.00h/19.00h
chiuso lunedì; dom. ingresso gratuito h 9.00/19.00
biglietto intero 6.00 euro
ridotto 3 euro
catalogo 400 pag. 222 illustrazioni, 30 euro


[exibart]



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