Categorie: Mostre

Cinque artiste per ripensare il rapporto tra corpo e mondo, in mostra a Milano

di - 7 Aprile 2026

C’è una parola che attraversa Porous Kinship e ne definisce da subito l’orizzonte: porosità. Non come semplice qualità della materia ma come condizione dell’esistenza, come possibilità di pensare il corpo non più separato dal mondo, bensì continuamente attraversato da ciò che lo circonda. È da questa soglia mobile che prende forma la nuova mostra collettiva di Artopia, a cura di Maddalena Iodice, aperta dal 19 marzo all’8 maggio 2026 negli spazi di via Lazzaro Papi 2, a Milano. Qui, cinque artiste internazionali — Kesewa Aboah, Alberte Agerskov, Aléa Work, Dimitra Charamandas e Diana Policarpo — costruiscono un percorso che mette in tensione il legame tra corpo, ambiente e immaginazione ecologica.

Kesewa Aboah, July, Series 2, 2026 Magnesium Plate, walnut Frame, 32x40cm Installation view at Artopia Ph. Michela Pedranti Courtesy the artist and Artopia Gallery, Milano

Il punto di partenza curatoriale è l’idea che la materia non sia mai davvero inerte ma attraversata da risonanze, capacità di risposta, memorie e trasformazioni. Nel testo che accompagna la mostra, Iodice richiama un pensiero che tiene insieme antropomorfismo, pratiche somatiche ed ecologia, suggerendo che il corpo umano e il paesaggio condividano una stessa sostanza sensibile: siamo, in fondo, “minerali, corpo, mondo”. Da qui nasce una mostra che invita a leggere il naturale e il più-che-umano non come sfondo ma come presenza attiva, interlocutrice, forza con cui entrare in relazione.

Installation view at Artopia Ph. Michela Pedranti Courtesy the artists and Artopia Gallery, Milano

Le opere riunite in mostra articolano questa prospettiva attraverso linguaggi diversi: pittura, scultura, installazione e video, con una comune attenzione per il contatto, la reciprocità e la trasformazione. Nelle incisioni su metallo di Kesewa Aboah, il corpo diventa superficie di deposito e di memoria. Nella pratica di Alberte Agerskov, invece, è la relazione tra la calce del marmo e l’acidità dell’acqua a rendere visibile una trasformazione lenta e reciproca, in cui viene meno la distinzione netta tra agente e reagente. In entrambi i casi, la materia non è un supporto passivo ma il luogo stesso in cui l’incontro lascia traccia.

Installation view at Artopia Ph. Michela Pedranti Courtesy the artists and Artopia Gallery, Milano

Questa idea di co-autorialità si radicalizza nel lavoro di Aléa Work, dove il micelio entra nel processo come forza attivante, capace di modificare il tessuto e di ridefinire il modo in cui i materiali vengono usati, letti e valorizzati. Nei dipinti di Dimitra Charamandas, invece, la geologia assume una qualità quasi corporea: fratture del suolo, flussi d’acqua e pendii diventano forme affettive, topografie liminali in cui terra e corpo sembrano specchiarsi. È una pittura che non descrive il paesaggio ma lo restituisce come zona sensibile, come condensazione emotiva e politica.

Dimitra Charamandas, Metal crops (flower fields IV.), 2026 Acrylic and shellac on wood, 14x19cm Installation view at Artopia Ph. Michela Pedranti Courtesy the artist, Artopia Gallery, Milano and Gypsum Gallery, Cairo

A chiudere il percorso è il video di Diana Policarpo, che affida la narrazione a una piccola isola dell’arcipelago delle Selvagens, trasformandola in soggetto narrante. In When the Sea Swallows (2022), mito, mutamento ambientale e relazioni interspecie si intrecciano in una prospettiva eco-centrica che sposta il punto di vista umano dal centro del discorso. È uno slittamento fondamentale, perché chiarisce bene la direzione dell’intera mostra: non si tratta di rappresentare la natura ma di interrogare le forme di convivenza, dipendenza e vulnerabilità che ci legano a essa.

Installation view at Artopia Ph. Michela Pedranti Courtesy the artist and Artopia Gallery, Milano

In questo senso, Porous Kinship si inserisce con coerenza nella ricerca di Artopia, galleria attenta alle pratiche site specific e alle intersezioni tra ecosistemi geografici, culturali ed emotivi. La mostra è pensata in stretta relazione con l’architettura dello spazio e si sviluppa come un racconto capace di attivare il luogo. Il risultato è una collettiva compatta ma stratificata che evita il tono illustrativo per aprire una riflessione più ampia sulla possibilità di sentire il mondo non come qualcosa di esterno da osservare ma come una materia viva di cui siamo già parte.

Diana Policarpo, When the Sea Swallows, 2022 HD video, colour, sound, 9 ́36’’ , Ed. 3/3 + 1 Installation view at Artopia Ph. Michela Pedranti Courtesy the artist, Artopia Gallery, Milano and Lehmann Gallery, Porto

Articoli recenti

  • Fotografia

Le stanze dei sogni dimenticati. Piero Gemelli dà voce ai reperti invisibili di Villa Giulia

Tra fotografia contemporanea e archeologia, la mostra al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma trasforma depositi e archivi…

7 Giugno 2026 20:18
  • Mostre

“Orizzonte d’amore”: Ruben Montini alla Galleria Gaburro di Verona

Alla Galleria Gaburro di Verona, la prima personale di Ruben Montini trasforma la performance Dai miei seni piange l’amore in…

7 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Jasper Johns: il maestro americano del New Dada in mostra al Guggenheim Bilbao

Fino al 12 ottobre 2026, il Museo Guggenheim di Bilbao racconta la lunga carriera artistica di Jasper Johns attraverso una…

7 Giugno 2026 17:06
  • Beni culturali

Milano riscopre il Salone dorato del Poldi Pezzoli: parte il restauro dell’ambiente simbolo della casa museo

Prende il via il restauro del Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli, che riaprirà al pubblico il 15 settembre grazie…

7 Giugno 2026 13:30
  • Danza

Otello, Macbeth e Falstaff: Monica Casadei mette in danza la brama del potere

Dal femminicidio di Desdemona ai deliri di Macbeth, fino all'ironia di Falstaff: Monica Casadei porta in scena le molte forme…

7 Giugno 2026 11:30
  • Arte contemporanea

Il futuro può rallentare? Il South Asian Futurism alla Biennale di Venezia

La scrittrice Himali Singh Soin e il musicista David Soin Tappeser propongono un’idea di futuro fondata su ascolto, tessitura e…

7 Giugno 2026 10:30