Categorie: Mostre

“Orizzonte d’amore”: Ruben Montini alla Galleria Gaburro di Verona

di - 7 Giugno 2026

Alla Galleria Gaburro di Verona, Ruben Montini ha inaugurato Orizzonte d’amore, prima personale dell’artista con la galleria e progetto che raccoglie alcune delle linee più urgenti della sua ricerca recente. Curata da Oscarito Sanchez, la mostra prende forma a partire dalla performance Dai miei seni piange l’amore, realizzata nei mesi scorsi nella sede milanese di Via Cerva, trasformando quell’azione in una costellazione di opere che oscillano tra documento, reliquia, archivio e nuova narrazione visiva.

Il corpo di Montini, da sempre centro vulnerabile e politico della sua pratica, torna a esporsi come superficie di tensione tra identità individuale e costruzione sociale. Durante la performance, l’artista appare immobile sopra una struttura che richiama il mantello della Madonna della Misericordia, mentre un piercer perfora capezzoli e costato. Dalle ferite pendono perle simili a gocce di latte: un’immagine che sovverte gli immaginari biologici e religiosi della maternità, trasformando il gesto dell’allattamento in una rivendicazione simbolica del diritto alla cura, all’amore e alla famiglia. L’azione non cerca la provocazione spettacolare, ma una forma di esposizione estrema del sé, in cui il dolore diventa linguaggio politico e possibilità di riconoscimento collettivo.

Exhibition view ORIZZONTE D’AMORE, mostra personale di Ruben Montini a cura di Oscarito Sanchez, Galleria Gaburro, Verona. Ph. Nicola Morittu. Courtesy l’artista e Galleria Gaburro.

La mostra veronese non si limita alla documentazione della performance, ma ne amplia le implicazioni attraverso una ricostruzione archetipica dell’ambiente domestico. La galleria si trasforma così in uno spazio sospeso tra casa, cappella e teatro civile, dove ricami, fotografie, tessuti e installazioni compongono una sorta di antologia non cronologica della poetica dell’artista. La grammatica visiva di Montini — nutrita di iconografia cristologica, autobiografia e cultura queer — emerge qui con particolare chiarezza: il corpo ferito si fa archivio vivente, mentre il ricamo abbandona definitivamente la dimensione decorativa per affermarsi come pratica di resistenza affettiva e sociale.

Centrale è la serie dei Racconti, opere ibride nate dalle fotografie di Andrea Rossetti che documentano la performance milanese. Montini interviene sulle immagini con cuciture, stoffe, velluti e materiali scultorei, trasformandole in superfici stratificate dove memoria personale e protesta sociale coincidono. In Dai miei seni piange l’amore (Racconto n°1) il testo cucito dall’artista restituisce la dimensione quasi liturgica dell’azione: “Immobile, con le braccia spalancate come in un abbraccio”, scrive Montini, evocando un corpo insieme martirizzato e generativo, sospeso tra sofferenza e desiderio di accoglienza. Anche la Sinossi, presentata come un ex-voto contemporaneo, conserva i piercing e le cannule utilizzate durante la performance, trasformando i resti dell’azione in reliquie di una ritualità laica.

Exhibition view ORIZZONTE D’AMORE, mostra personale di Ruben Montini a cura di Oscarito Sanchez, Galleria Gaburro, Verona. Ph. Nicola Morittu. Courtesy l’artista e Galleria Gaburro

L’intera mostra insiste così sulla ridefinizione dell’idea di famiglia, tema che attraversa da anni la ricerca dell’artista. In lavori come Ninna Nanna, Sogni d’Oro o Lettera a un bambin* che non avrò mai*, il desiderio di genitorialità queer si confronta con le forme di esclusione sociale e legislativa ancora presenti nel contesto italiano. La casa evocata da Montini non è un rifugio rassicurante, ma un luogo politico in cui si misurano desiderio, assenza e possibilità di appartenenza. L’intimità diventa allora spazio pubblico, terreno di scontro culturale e insieme possibilità di costruire nuove forme di comunità.

Nel testo curatoriale, Sanchez definisce Dai miei seni piange l’amore “non teatro”, bensì “un ritratto crudo di ciò che preferiamo non vedere né affrontare”. È proprio in questo scarto tra rappresentazione e testimonianza che il lavoro di Montini acquista forza: il corpo performativo si fa dispositivo critico capace di intrecciare esperienza individuale e memoria collettiva. Le sue ferite, esibite e ricamate, parlano infatti di una vulnerabilità condivisa, trasformando l’intimità in gesto politico.

Exhibition view ORIZZONTE D’AMORE, mostra personale di Ruben Montini a cura di Oscarito Sanchez, Galleria Gaburro, Verona. Ph. Nicola Morittu. Courtesy l’artista e Galleria Gaburro

Con Orizzonte d’amore, Montini costruisce dunque un percorso in cui arte e vita coincidono senza mediazioni. Le opere esposte non cercano consolazione né provocazione fine a sé stessa; piuttosto interrogano lo spettatore su cosa significhi oggi nutrire, proteggere e costruire legami. In un momento storico in cui il dibattito sulla famiglia e sui diritti continua a essere attraversato da resistenze ideologiche, la mostra assume la forma di una dichiarazione poetica e politica insieme: fragile, dolorosa e necessaria.

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