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Piattaforma 5: parte Documenta XI |

di - 7 Giugno 2002

Nell’arco di diciotto mesi e attraverso quattro continenti, così si è espansa nel tempo e nello spazio quella che è considerata una delle più importanti mostre d’arte contemporanea al mondo.
Il direttore artistico dell’esposizione è il nigeriano Okwui Enwezor, già direttore della II Biennale di Johannesburg, per questa edizione ha messo da parte l’intrattenimento a vantaggio di una responsabilizzazione politica del mondo dell’arte internazionale. Documenta11 è il pretesto per un dibattito sulle ultime democrazie, sui territori lasciati e se stessi dai colonizzatori europei, sulla cultura tra mondializzazione e globalizzazione.
Gli artisti sono stati invitati a mettere in chiaro il proprio ruolo sociale attraverso la fotografia, la performance, il cinema e l’installazione, forme di espressione che prevalgono in questa edizione su pittura e scultura, forse perchè più facili alla discorsività che l’argomento trattato richiede.
Gaston A. Ancelovici ha iniziato la collaborazione con il Colectivo Cine Ojo negli anni del suo esilio in seguito al colpo di stato di Pinochet. Il gruppo di registi anonimi lavora alla creazione di un archivio filmato della dittatura militare cilena. In questa edizione di Documenta Ancelovici presenta il film Memorias de una guerra cotidiana realizzato al suo rientro in patria nel ‘86, un documentario che mostra la difficile convivenza del popolo cileno con le forze di polizia.
Park Fiction, gruppo fondatosi ad Amburgo nel ’94, mostra lo svolgersi e il risultato della sua missione volta a salvare dall’edificazione l’ultimo spiazzo erboso del quartiere a luci rosse di Amburgo, il più povero della città, e, soprattutto, a coinvolgere attivamente i cittadini in questo progetto. Il parco diviene così, non solo metaforicamente, la proiezione urbana dell’idea di paradiso, del mondo come dovrebbe essere.
William Kentridge mette in scena la performance teatrale Confessions of Zeno in collaborazione con Handspring Puppet Company. Sagome, disegni proiettati e ombre cinesi visualizzano i pensieri dello Zeno di Italo Svevo, trasportato nel Sud Africa degli anni Ottanta, personaggio in conflitto con la propria intellgenza al cospetto dell’apartheid.
Il gruppo milanese Multiplicity costituitosi nel 2000, presenterà Solid Sea progetto nato attorno al disastro del 26 dicembre del 1996 quando 283 profughi cingalesi, pakistani, turchi si inabissarono con la loro carretta del mare tra Malta e la Sicilia. Solid Sea è il più grande eccidio a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, il mare denso immaginato dal gruppo di artisti (tra loro Massimiliano Gherzi, Paolo Vari, Francesco Iodice ed altri) è il più tremendo cimitero del mediterraneo.
Tra gli altri l’italiano Giuseppe Gabellone e poi Mona Hatoum, Juan Muñoz, Shirin Neshat…

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Milano, Galeria Lia Rumma

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Il sito di Documenta11

Laura Carcano


Documenta11- Kassel
Dall’8/06 al 15/09
tutti i giorni dalle 10 alle 20
Fridericianum, documenta-Halle, Orangerie, Kulturbahnhof, Binding-Brauerei


[exibart]

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