Quasi quattro mila persone passeggiano nude per il Parque Forestal di Santiago mentre 600 evangelisti protestano e spergiurano contro questo vilipendio. “Chi non salta immorale è”, gridano questi, mentre dal parco i nudisti rispondono “nudi!, nudi!”.
La proposta di Tunick, invitato in Cile nella mostra “Europa-America selezione 25° Biennale di Sao Paulo 2002” presso il Museo d’Arte Contemporanea, mette a dura prova l’estetica di un paessaggio che supera i limiti del corpo è che rappresenta un’opportunità per avvicinarsi ad una regione del mondo cresciuta in un dialogo drammatico con la modernità prima e con la contemporaneità dopo: i lavori di Spencer Tunick disvelano queste ferite. Sintomo di una cultura che associa il corpo alla violenza e alla sessualità repressa e malata.
“Il Cile è stato un paese represso, da oggi in poi non lo sarà più”, dicevano in tanti. Si tratta in sintesi di un atto di liberazione dai legami e dalla repressione culturale; quello che di più interessante è successo domenica nel parco di Santiago e che circa 4.000 persone hanno usato a Tunick e non il contrario.
La performance fotografica è stata realizzata dalle 8:30 alle 9:30 con una temperatura che oscillava fra i 4 e i 5 gradi sotto zero.
“E’ stato un miracolo“, dichiara Spencer Tunick a proposito della massiccia affluenza. “Ho avuto quello che volevo ma l’energia era tanta, troppa !”
Il lavoro realizzato da Tunick in Cile ci rimanda a una visione dantesca dell’olocausto, ma al tempo stesso rappresenta il piu alto senso della testimonianza sulla tolleranza.
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Antonio Arévalo
[exibart]
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