Galleria Eugenia Delfini, Caterina Silva, Things that will never become objects, 2025
A Roma, il contemporaneo non è mai stato cosĂŹ capillare. Dal 9 allâ11 maggio 2025, torna Roma Gallery Weekend â Contemporanea, la rassegna che ridisegna la mappa della Capitale attraversando le coordinate dellâarte attuale. Giunta alla sua terza edizione, la manifestazione coinvolge 34 gallerie dâarte contemporanea, che aprono straordinariamente dalle 10 alle 20, per le giornate di venerdĂŹ e sabato, e dalle 10 alle 16, la domenica, con un programma di mostre, incontri, progetti speciali, per una vera esplorazione urbana allâinsegna dei linguaggi della creativitĂ .
Nata nel 2021 per iniziativa delle gallerie romane, Contemporanea prende il nome dalla celebre mostra curata nel 1973 da Achille Bonito Oliva nel parcheggio di Villa Borghese. A distanza di 50 anni, quellâesperimento pionieristico riecheggia nel desiderio di riportare Roma tra gli epicentri del sistema culturale internazionale, affermandola come cittĂ dellâarte viva, non solo di quella antica.
Contemporanea è un progetto costruito in rete, con il patrocinio di Roma Capitale â Assessorato alla Cultura, il sostegno di partner come Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, John Cabot University, Soho House Roma, Feudi di San Gregorio e LâErbolario, e la media partnership di Sky Arte.
Il programma di Roma Gallery Weekend 2025 è una costellazione di poetiche e visioni. Ogni quartiere, da Trieste a Trastevere, da San Lorenzo al Flaminio, si anima grazie alle mostre che intrecciano nomi storicizzati e nuove promesse. Ecco tutti i protagonisti, quartiere per quartiere.
Nel quadrante est, Rolando Anselmi celebra dieci anni di collaborazione con Asger Dybvad Larsen, mentre Studio SALES propone una collettiva densa di presenze: Stefano Arienti, Charles Avery, Romina Bassu, Flavio Favelli, Avish Kehbrehzadeh, Eva Marisaldi, Diego Miguel Mirabella, Davide Monaldi, Wolfgang Tillmans e Claudia Wieser. Spostandosi a San Lorenzo, Matèria ospita la prima personale italiana di Francisca Valador e Monitor accoglie Thomas Braida. Gilda Lavia presenta Le Mangiatrici di Terra di Pamela Diamante, mentre Monti8, alla sua prima partecipazione, presenta Homesick di Nina Silverberg.
Nel tratto urbano che unisce il quartiere Flaminio al rione Campo Marzio, Mario Iannelli presenta In Process, una collettiva che indaga il fare artistico come spazio aperto e in continua trasformazione, con opere di Stanislao Di Giugno, Paula Doepfner, Pietro Fortuna, Laura Gianetti e Cyrill Lachauer. La Galleria Continua, con un progetto speciale negli spazi dello Studio LCA in Piazza del Popolo, propone ORA BLU, poetica riflessione fotografica di Giovanni Ozzola sulla luce e sul tempo. Alla Nuova Pesa, Oliviero Rainaldi presenta Seconda Madre, unâesplorazione dellâorigine e della maternitĂ come archetipi fondativi.
In Making Kin, presso Richard Saltoun Gallery e a cura di Paola Ugolini, Gaia Fugazza ridisegna le connessioni tra corpo femminile e natura, suggerendo nuove alleanze ecologiche. Giustini / Stagetti, unico spazio interamente dedicato al design, presenta una collettiva con Luca Cipelletti, Formafantasma, Francesco Faccin e Umberto Riva, in dialogo tra progettualità e arte. Francesca Antonini ospita La tempesta nel bicchiere, mostra curata da Saverio Verini con opere di Mario Airò, Gregorio Botta, Daniele Di Girolamo, Beatrice Pediconi e Alberto Savinio, riflessione sul dettaglio come detonatore di senso.
Alla Gagosian, Italian Days di Richard Avedon offre uno sguardo sullâItalia del dopoguerra attraverso la serie Italy (1946â48), intrecciata ai ritratti iconici che hanno reso il fotografo celebre. Tornabuoni propone DRAWING ROOM. Solo carta 1913â2013, un viaggio attraverso un secolo di disegno, da avanguardia storica a contemporaneitĂ .
Magazzino ospita Tutti i racconti, progetto del duo Malgeri Endo a cura di Domitilla Dardi, mentre Spazio Nuovo riflette sul giardino come spazio mentale e simbolico nella collettiva JARDINS, con opere di Riccardo Ajossa, Juan Baraja, Maria Luisa Capela, Matias Ercole, Giuseppe Lo Schiavo, Edouard Taufenbach e Bastien Pourtout.
Nel fitto reticolo del centro storico, tra i rioni di Ponte, Parione, SantâAngelo e Regola, si afferma una nuova vitalitĂ artistica. EDDart presenta N.71, con opere di Delfina Scarpa e Tano Festa, mentre alla Galleria Richter Lorenza Boisi espone Turning Saints into the Sea, una serie pittorica che convoca lâimmaginario liquido e visionario.
Andrea Festa Fine Art accoglie Un Simple Histoire di Xintong Gao e Leo Orta, a cura di Domenico Di Chirico, mentre nella vicina Via Giulia, Eugenia Delfini ospita Caterina Silva con Things that will never become objects, accompagnata da un testo di Paola Bonani.
Alla Tim Van Laere Gallery, Armen Eloyan presenta Couples, indagine pittorica sul rapporto di coppia tra psicologia e simbolismo. Ermes Ermes propone New Works di Nicola Pecoraro, mentre Colli ospita A WORK WILL BE SHOWN di Maurizio Nannucci.
Scendendo verso il Ghetto, alla galleria Federica Schiavo, Salvatore Arancio presenta Neither His Nor Yours, in equilibrio tra forme organiche e artificiali. 1/9unosunove ospita Selve del giovane Pietro Moretti, a cura di Simone Zacchini, mentre alla Galleria Lorcan OâNeill, Gianni Politi riflette sul classico e la sua decostruzione nella personale Ruins and Revelations.
Erica Ravenna Gallery propone Nel Paesaggio, un dialogo a due tra Flaminia Lizzani e BegoĂąa Zubero, a cura di Ludovico Pratesi. Alla Galleria Anna Marra, lâartista sudafricana Turiya Magadlela è protagonista con Dancing Under the Sun â Saku Giya Sa ku Sina emuva kwelanga, una narrazione potente tra identitĂ , stoffa e appartenenze.
Nel suggestivo spazio barocco di SantâAndrea de Scaphis, si crea un inatteso dialogo tra Jannis Kounellis e Richard Prince, gesto curatoriale che unisce poesia e provocazione. Alla galleria ADA, LulĂš Nuti inaugura la sua prima personale in galleria con Stabat, installazione intima e scultorea. T293 ospita Shadow Talk, doppia personale di Dylan Rose Rheingold e Isabella Ducrot, tra disegni fluttuanti e vasi evocativi. Nel nord di Trastevere, Ex Elettrofonica dedica una personale a Federico Pietrella, Timbri, acquerelli e NescafĂŠ, dove il tempo e la ripetizione si fanno linguaggio.
Spostandosi tra Testaccio e San Saba, z2o Sara Zanin presenta Distanza di Fabrizio Prevedello, scultore della misura e del vuoto, mentre z2o Project ospita le pitture stratificate di Alessandro Sarra. Infine, The Gallery Apart accoglie Materia Paterna, nuova personale di Cesare Pietroiusti, in cui lâartista affronta la relazione genitoriale: esplicita verso la figura paterna ma attraversata da un persistente riflesso materno.
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