Apre a Ginevra la galleria L’Appartement: si parte con una mostra di astrattismo internazionale

di - 5 Febbraio 2025

Ginevra, quartiere Eaux-Vives di fronte al porto sul lago. È nello storico palazzo di famiglia che apre la mostra Great Affinities presso L’Appartement Gallery, fino al 17 aprile 2025, seconda dopo l’inaugurazione dello spazio nell’ottobre 2024 con opere di Takis e Yves Dana. La nuova galleria ginevrina nasce dall’idea di Thea Montauti d’Harcourt Lyginos che, insieme a un team under 40 e tutto al femminile, si fa portavoce della promozione di artisti contemporanei e moderni.

La galleria offre un’esperienza raffinata e intima, servizi di consulenza personalizzata, di advisory e valutazione, oltre a proporre eventi, incontri e mostre esterne. Uno spazio ibrido, come racconta Thea, per rafforzare la presenza di collezionisti nella scena locale, di natura dinamica e cosmopolita, e aprirsi al mercato di Grecia, Parigi, Londra e Stati Uniti. «Il nostro punto forte è il mercato secondario, mantenendo l’accento su un concetto polivalente di esposizione e progettualità, che unisca discipline artistiche a design ed eventi».

Clifford Possum, Sol Lewitt, Great Affinities, L’Appartement gallery, photo by Annik Wetter

Thea ha studiato management per l’arte alla Bocconi e ha lavorato nell’advisory da Sotheby’s a Londra, a Los Angeles nel campo della musica e poi a Gagosian, per tornare a Ginevra per attività di consulenza. Al tempo stesso è sommelier e si occupa della gestione dell’azienda vitivinicola di famiglia. «Ho iniziato da giovane a collezionare opere d’arte per mio padre, e in questi anni mi sono resa conto che mi mancava moltissimo curare mostre. Ho scelto di riaprire il secondo piano del nostro palazzo per condividere la mia passione in un progetto formale ed elegante, che rinnovi le dinamiche tra le gallerie in città». L’Appartement non è solo una vetrina di vendita e non vuole diventare un brand di rilievo, ma un luogo di richiamo qualitativo per riportare i collezionisti svizzeri a investire in loco, lavorando trasversalmente rispetto a fondazioni e fondi regionali.

Emily Kame, Kngwarreye, Andre Masson, Sol Lewitt, Great Affinities, L’Appartement gallery, photo by Annik Wetter

Lo spirito di esplorazione culturale di Thea si allinea con la ricerca di Great Affinities, mostra in tre sale che riunisce 19 opere pittoriche di diverse generazioni di artisti aborigeni australiani in sinergia con le narrazioni astratte di artisti americani, italiani e greci.

Quando Sol LeWitt incontrò l’opera dell’artista aborigena Emily Kame Kngwarreye alla Biennale di Venezia nel 1997, disse di sentire «Grande affinità» con le sue tele, nonostante la distanza geografica e culturale. Da qui il titolo dell’esposizione, che gioca sulle sorprendenti analogie tra i quadri, i cui tratti sembrano fondersi facendo apparire indistinguibili i confini temporali in un sentire pittorico universale. Un dialogo trans-storico, votato alla sinergia tra astrazione, colore e narrazione su grande formato.

Emily Kame, Kngwarreye,, Sol Lewitt, Great Affinities, L’Appartement gallery, photo by Annik Wetter

La giustapposizione di pattern, segni, ripetizioni di forme e colori supera i contesti di appartenenza degli artisti e riconnette il sentire alla terra, alla famiglia e alle tradizioni ancestrali. La figurazione astratta e le geometrie tipiche della tradizione australiana aborigena, tra le più antiche al mondo, viene celebrata nei lavori degli anziani maestri autodidatti nel panorama visivo contemporaneo a partire dagli anni ‘70. Gli effetti visivi e le texture evocano il Dreamtime e i cicli naturali, le linee ondulate e i colori, come il rosso del deserto e il verde della fertilità, rappresentano l’interconnessione tra il paesaggio e le memorie delle Madri.

In Australia la trasmissione del patrimonio artistico è promossa in particolare al Melbourne Museum, che collabora con Yulendj group, un gruppo di sedici rispettati membri della comunità. Con mostre e retrospettive da record, la pittura aborigena ha avuto un imponente rilancio sul mercato negli ultimi anni mentre emerge la nuova generazione di artisti sulle orme della tradizione.

Sally Gabori, Marina Adams, Great Affinities, L’Appartement gallery, photo by Annik Wetter

Centrali in Great Affinities sono le opere di Sally Gabori (di cui ricordiamo la bella retrospettiva a Triennale Milano di Fondation Cartier nel 2023), Marina Adams, che vive tra New York e Parma, e i dipinti dell’americana Howardena Pindell, realizzati spruzzando vernice stratificata attraverso fessure create su cartoncini. Esposti i lavori puntinati dell’artista Anmatyerre Emily Kame in dialogo con l’Horizontal Brushstrokes di Sol LeWitt del 2003, il greco Antonakis, le linee ipnotiche bianche e nere di George Hairbrush Tjungurrayi e i tracciati di Clifford Possum Tjapaltjarri.

Nel prossimo futuro, L’Appartement ha in programma una mostra collettiva transgenerazionale costruita intorno al concetto di archetipo. È Thea a raccontarci del suo desiderio di attivare gli spazi del Castello di Azeglio, in Piemonte, per esposizioni di giovani artisti, talk e momenti di incontro non solo rivolti a collezionisti e addetti al settore. La galleria parteciperà alla June Art Fair di Basilea con un solo show e a Nomad St. Moritz 2025, fiera incentrata sul design importante per differenziare i clienti e valorizzare la nota ibrida del progetto. «Nel 2026», racconta la direttrice, «ci dedicheremo all’arte brasiliana, sempre giocando sul dialogo tra moderno e contemporaneo».

L’Appartement è un progetto virtuoso portato avanti da donne giovani e preparate, pronto per dare nuova visibilità alle arti internazionali e ad arricchire il contesto contemporaneo di Ginevra, superando le dinamiche della finanza e degli affari legati al mercato. Tutto è mosso dalla passione, dalla scelta misurata di ogni pezzo e dagli incontri tra esperti e nuove promesse.

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