L’arte contemporanea delle relazioni: come sarà la Biennale di Lione 2024

di - 18 Ottobre 2023

Singolari e plurali, private e corali, sono le identità messe in gioco dalle relazioni che caratterizzano questa epoca, nella quale i concetti di persona, collettività e nazione, così radicati nella nostra cultura, sembrano non bastarci più, per interpretare ciò che accade. Sarà questo uno dei temi che attraverseranno la 17ma edizione della Biennale di Lione, che si terrà dal 21 settembre 2024 al 5 gennaio 2025, con anteprima dal 18 al 20 settembre. Diretta da Isabelle Bertolotti, con Alexia Fabre come curatrice ospite, l’importante manifestazione d’arte contemporanea sarà dunque dedicata all’accoglienza dell’altro e prenderà le mosse dalle geografia naturale e umana della regione del Rodano, definita dai fiumi che circondano la stessa città di Lione, storico snodo di commercio, passaggio e trasmissione, nel quale confluiscono oggetti e beni, individui, storie e scoperte. Che poi il concetto di ospitalità, prosecuzione di quello greca inteso come sistema relazionale di enorme rilievo e definito nel complesso termine Xenia, è proprio uno degli aspetti che caratterizza – o almeno, caratterizzava – la cultura occidentale. Qualcosa sembra essere cambiato? E come e perché?

Le Grandes Locos, sede della Biennale di Lione 2024

Gli artisti che saranno coinvolti per la Biennale di Lione 2024, provenienti da contesti diversi e in diversi momenti della loro carriera, sono invitati a offrire la loro interpretazione di questo sistema di relazioni. «In un presente in cui sono in gioco il rispetto della differenza, le idee contraddittorie e il dibattito, il dialogo è diventato una questione relazionale ed esistenziale», spiegano gli organizzatori. «Sembra ora vitale, combinando le pratiche artistiche, considerare i diversi modi di rivisitare l’autorità e i silenzi della storia in vista dell’espressione polifonica, dell’attenzione e del rispetto per gli altri e della riparazione privata o collettiva».

Le Grandes Locos, sede della Biennale di Lione 2024

E dunque, per espandere il processo creativo, gli artisti inviteranno il pubblico a prendere parte alle loro opere, sia a partire da progetti già esistenti che con nuove produzioni pensate ad hoc per uno spazio decisamente particolare. Il centro nevralgico della Biennale di Lione 2024 sarà infatti, per la prima volta, Le Grandes Locos, Le Grandi Locomotive, il nuovo super complesso culturale ricavato in un’enorme archeologia industriale, una volta dedicata alla manutenzione dei treni merci (ricorda un po’ le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino?). Il progetto di rifunzionalizzazione, che peraltro si inserisce lungo la scia dei tanti progetti di riqualificazione urbana promossi da Lione negli ultimi anni, è stato sponsorizzato dal Comune e dalla SNCF, una delle principali aziende pubbliche francesi nel trasporto ferroviario, proprietaria della struttura, dismessa dal 2019. Insomma, in Francia non hanno perso tempo e adesso, per aprire al pubblico le porte di questo nuovo hub, si aspetta solo la Biennale (ma anche le Nuits Sonores, un festival di musica elettronica, e il Festival del cibo di strada si svolgeranno sempre in questi spazi).

Le Grandes Locos, sede della Biennale di Lione 2024

Istituita nel 1991 e organizzata e promossa dalla città di Lione e dal Ministero della Cultura, nonché da altri partener istituzionali e privati, la Biennale di Lione è una delle le più importanti biennali di arte contemporanea al mondo e uno dei principali eventi artistici in Francia. Nel 2022 è stata visitata da cica 280mila persone, di cui la metà under 26, raggiungendo 15 milioni di persone con le opere installate negli spazi pubblici (qui il nostro report sul posto). «Presentando opere esistenti e invitando gli artisti a realizzarne di nuove, la Biennale di Lione desidera aprire uno spazio-tempo per il pensiero che possa produrre esperienze condivise e toccanti», continuano gli organizzatori. «L’evento si propone anche come un momento per riflettere insieme sul ruolo svolto dagli artisti e sul potere che hanno per raccontare il mondo e intervenire in esso. Oggi è in gioco la fiducia che riponiamo negli altri ma anche nell’atto creativo. La nostra speranza è che la società condivida questa fiducia e questo desiderio, e accolga con favore il lavoro svolto dagli artisti».

Le Grandes Locos, sede della Biennale di Lione 2024

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