Lulù Nuti, Too much heat nothing to eat, 2021, fotografia di Eleonora Cerri Pecorella
In occasione dell’ultima tappa del tour internazionale del progetto “We Love Art. Vision and Creativity Made in Italy”, promosso dal MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Fondazione CDP, curato da Ludovico Pratesi e Marco Bassan, è possibile effettuare un primo bilancio dell’iniziativa, che ha visto coinvolti otto artisti italiani under 35 abbinati ad altrettante aziende, in questo ordine: per Ansaldo Energia, Namsal Siedlecki; per CDP Immobiliare, Amedeo Polazzo; per ENI, Tomaso de Luca; per Open Fiber, Benni Bosetto; per Snam, Alice Ronchi; per Terna, Giulia Cenci; per TIM, Giulio Saverio Rossi; per Webuild, Lulú Nuti.
Le opere, realizzate dagli artisti dopo i sopralluoghi nelle aziende, sono esposte fino al 25 settembre nella galleria CLB a Berlino, uno spazio che ospita mostre internazionali di arte contemporanea e architettura, perfettamente adatto per valorizzare la mostra, che ha viaggiato per un anno grazie a un tour organizzato dal ministero. Cominciato alla fine di ottobre 2021 a Seoul, l’itinerario è proseguito nella città cinese di Chongqing, poi a New York, Città del Messico, Il Cairo e infine a Berlino, alternando le sedi degli Istituti di Cultura con spazi esterni come appunto CLB, che possono permettere una fruizione più ampia dell’esposizione, raggiungendo fasce di pubblico nuove e diverse.
In ottobre di quest’anno le opere, acquistate dalla fondazione CDP, andranno a confluire nella collezione permanente della Cassa Depositi e Prestiti, aggiungendosi ai bozzetti originali delle copertine realizzate da artisti come Ziveri, Mafai, Vespignani e altri per la rivista “Civiltà delle Macchine”, fondata da Leonardo Sinisgalli nel 1953, e alle fotografie originali della mostra “Sculture nella città”, curata da Giovanni Carandente nel 1962 a Spoleto e promossa dall’Italsider. A giudicare dall’impegno degli artisti nel realizzare le opere, dalla generosità della fondazione CDP nell’acquistarle e dall’attenzione del Ministero nella circuitazione della mostra, sembra davvero che questa iniziativa possa costituire un valido esempio di mecenatismo contemporaneo e di diplomazia culturale, suscettibile di future applicazioni anche in settori diversi, per valorizzare e promuovere all’estero le tante, e spesso misconosciute, eccellenze italiane.
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