Un’arte fuori dai confini, per una critica viva: il parere di Numero Cromatico

di - 27 Settembre 2023

Nelle ultime tre settimane sono stati pubblicati alcuni interventi sullo stato della critica d’arte italiana. Tutto è partito da un articolo di Gian Maria Tosatti intitolato Come siamo silenziosi sullo stato dell’arte e pubblicato su il Sole24Ore del 3 settembre scorso. Tosatti cerca di scuotere il sistema dell’arte italiana segnalando una carenza della critica d’arte, la mancanza di una storicizzazione dell’arte italiana contemporanea e – provando a leggere tra le righe – un’insufficiente competitività a livello internazionale. Altri autori tra cui Christian Caliandro e Santa Nastro hanno risposto con altrettante interessanti argomentazioni cercando, dal canto loro, di dimostrare invece la presenza di una critica d’arte italiana fervente e attiva.

In questo batti e ribatti nessuno accenna a una questione, a nostro avviso, fondamentale nell’attuale contesto storico: ovvero che l’importanza della critica – e degli artisti – è fondata in parte su questioni estetiche e storico-critiche, ma in gran parte su quanto essa possa incidere a livello internazionale. Tale incisività si misura attraverso le ricadute e la capillarità che tali idee, e tali critici, possono avere nell’assetto internazionale di musei, fondazioni, gallerie e manifestazioni che sostengono artisti, mostre, progetti e pubblicazioni a livello culturale, economico e politico.

Ritratto di Numero Cromatico, Fotografia di Serena Eller Vainicher, 2022

Pertanto, seppur fondamentale, non basta un dibattito locale sul ruolo dell’arte e dell’estetica contemporanea e non basta l’autorevolezza intellettuale di testi e pubblicazioni, ma è necessario che tali ricerche siano capaci di esistere e incidere a livello globale. Christian Caliandro, ad esempio, cita critici ed esperti autorevoli a livello locale italiano, senza però tenere conto della loro scarsa considerazione a livello internazionale, lo stesso vale purtroppo se guardiamo agli artisti italiani.

Tosatti lamenta, giustamente, la mancanza di una storia dell’arte italiana a partire dagli anni 2000, ma in realtà dovrebbe lamentarne una mancanza a partire dalla metà degli anni ‘60, ovvero da quando l’Italia ha sommessamente tirato i remi in barca, sottostando alle politiche culturali ed economiche di altre nazioni più forti.

In questo interessante dibattito, l’attenzione è rivolta però ad un problema, che seppure esistente, ha un peso minore rispetto a una questione di fondo a nostro avviso più urgente: l’arte non può essere considerata fuori dalle trasformazioni geopolitiche e dagli equilibri economici mondiali.

A livello internazionale l’Italia, da oltre cinquant’anni, è considerata una nazione di serie B – se non di serie C – e la propria arte, di conseguenza, risente di tale declassamento. La quasi totalità degli artisti italiani contemporanei è completamente sconosciuta a livello internazionale. Questo vale non solo per l’arte cosiddetta contemporanea, ma si estende a tutta l’arte italiana del secolo scorso.

Se un quadro di Giacomo Balla (e citiamo Balla per la sua autorevolezza storica e perché dovrebbe essere storicizzato e valorizzato anche da musei e mercato) vale ancora oggi quanto un multiplo su carta di Jeff Koons, non è perché manca una vera critica in Italia ma perché nell’attuale configurazione mondiale la nostra penisola non ha un peso politico, culturale ed economico. Purtroppo la presunta autorevolezza di critici e artisti italiani non ha avuto, sino ad oggi, il potere e la forza per ribaltare lo stato delle cose.

Cerchiamo quindi di non ridurre in maniera semplicistica questa importante riflessione – aperta sulle pagine del Sole24Ore e migrata anche su altre testate – e cerchiamo di fare uno sforzo per capire insieme qual è la strada da intraprendere per cambiare le sorti dell’arte italiana. L’arte – quella vera – in tutte le epoche storiche, ha stimolato una forma di competizione tra idee, modi di vedere il mondo ed economie.

Proprio sul concetto di competizione dovremmo interrogarci e posare lo sguardo su qualcosa che in apparenza non è strettamente legato all’arte, ma che in questo caso può aiutarci a immaginare come agire, ovvero lo sport. In tutti gli sport, per posizionarsi bene in classifica, o addirittura vincere una competizione, bisogna avere una chiara strategia, dei giocatori definibili campioni, preparatori atletici che siano dei professionisti, strutture sportive adeguate e infine saper fare gioco di squadra. Se fai gioco di squadra è statisticamente più probabile vincere, questo ce lo insegnano tutti gli sport.

E allora servirebbe individuare e valorizzare chiare teorie estetiche per competere in campo internazionale, grandi artisti, critici e curatori capaci di interloquire con le più importanti istituzioni mondiali, gallerie, fondazioni e musei con fondi adeguati per concorrere nel mercato contemporaneo. Tutto ciò attraverso un organizzato gioco di squadra per rendere l’arte italiana competitiva nel mondo.

Dovremmo iniziare a studiare e segnalare tutte le linee di ricerca contemporanee in Italia – mettendo da parte quella spiacevole pratica di citare solo gli amici – difenderle e rivolgersi in maniera più incisiva al mondo politico ed economico. Dovremmo far emergere e difendere le eccellenze dell’arte italiana, non solo all’interno dei nostri confini nazionali, ma anche e soprattutto a livello strategico nel dibattito culturale, politico ed economico internazionale.

Articoli recenti

  • Mostre

Esercizi di frammentazione: Lorna Simpson a Punta della Dogana

Dopo il MET di New York, la ricerca di Lorna Simpson arriva a Venezia con la sua più grande personale…

12 Aprile 2026 0:02
  • Mostre

I mille volti della donna nella pittura del Barocco

Dal 3 aprile al 28 giugno 2026, la Galleria BPER di Modena presenta La virtù e la grazia. Figure di…

11 Aprile 2026 19:55
  • Arte contemporanea

Cinque cose da sapere su Ai Weiwei, aspettando la mostra al MAXXI L’Aquila

In attesa del debutto di "Aftershock" al MAXXI L'Aquila, ripercorriamo cinque punti chiave per decodificare l'universo di Ai Weiwei: l’artista…

11 Aprile 2026 19:00
  • Progetti e iniziative

Leandro Erlich a Colle di Val d’Elsa, la sabbia come paesaggio del tempo

L’UMoCA di Colle di Val d’Elsa accoglie un progetto firmato da Leandro Erlich: tre installazioni in sabbia trasformano lo spazio…

11 Aprile 2026 13:30
  • Mostre

Bongiorno, Colagrossi, Magni, tre linee di pittura che si intersecano

Nel Complesso del Pio Sodalizio dei Piceni, a Roma, va in scena una mostra che mette in dialogo le sperimentazioni…

11 Aprile 2026 12:20
  • Fotografia

Exposed Torino, tutta la fotografia da vedere in città: la mappa di oggi

Entra nel vivo la terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival: con Untitled Association scopriamo la mappa degli appuntamenti da…

11 Aprile 2026 11:30