Biennale Venezia 2026: suggestioni mitologiche per il Padiglione Nordico

di - 19 Marzo 2025

Il Padiglione dei Paesi Nordici alla 61ma Biennale d’Arte di Venezia sarà affidato alla curatela di Anna Mustonen, capo curatrice del Museum of Contemporary Art Kiasma di Helsinki: il progetto espositivo, che si terrà da aprile a novembre 2026, vedrà protagonisti tre artisti di spicco della scena contemporanea nordica, Klara Kristalova, Benjamin Orlow e Tori Wrånes.

Il Padiglione Nordico: un esempio di collaborazione alla Biennale

Progettato nel 1962 dal celebre architetto norvegese Sverre Fehn, il Padiglione Nordico è tradizionalmente uno dei più attesi della manifestazione lagunare, per le potenzialità di dialogo ad ampio respiro tra i linguaggi della creatività e uno spazio architettonico decisamente peculiare. La sua struttura luminosa e aperta incornicia le opere e diventa parte integrante della narrazione espositiva.

L’iniziativa riafferma la collaborazione tra Finlandia, Svezia e Norvegia, che dal 1962 alternano la responsabilità della gestione e della curatela del Padiglione Nordico. Spesso i progetti presentati sono di grande impatto visivo e concettuale. Per esempio, alla Biennale d’Arte di Venezia 2022, il Padiglione è diventato per la prima volta Padiglione Sámi, rappresentato da Pauliina Feodoroff, Máret Ánne Sara e Anders Sunna. La loro selezione ha segnato un momento storico: il riconoscimento di Sámi come entità culturale unitaria tra i tre Paesi.

Il progetto per la Biennale d’Arte di Venezia 2026 è stato selezionato attraverso un processo curato dal Museum of Contemporary Art Kiasma di Helsinki, in collaborazione con il Moderna Museet di Stoccolma e l’OCA – Office for Contemporary Art Norway.  La scelta degli artisti e della curatela è frutto di una ricerca condivisa tra queste istituzioni, che alternano la responsabilità della gestione del padiglione. Per il 2026, Kiasma ha guidato il processo, individuando nella proposta di Mustonen e degli artisti Kristalova, Orlow e Wrånes un progetto in grado di rappresentare le istanze contemporanee del panorama artistico nordico.

«Oltre alla vicinanza geografica, i Paesi nordici condividono una forte eredità culturale e valori fondamentali come l’uguaglianza e il supporto comunitario», ha dichiarato Kiira Miesmaa, direttrice del Kiasma e commissaria del Padiglione 2026, che sarà sostenuto dalla Saastamoinen Foundation, fondazione finlandese che sostiene l’arte contemporanea, la ricerca, istituita dalla famiglia Saastamoinen.

Un dialogo tra immaginario nordico e contemporaneità globale

L’esposizione presenterà una riflessione su temi della trasformazione, della resilienza e della vulnerabilità, intrecciando mitologie nordiche con questioni di identità, sopravvivenza culturale ed equità di genere. «Il Padiglione dei Paesi Nordici alla 61a Biennale di Venezia riunisce le tre voci artistiche distinte di Klara Kristalova, Benjamin Orlow e Tori Wrånes», ha spiegato Anna Mustonen. «La mostra invita i visitatori a viaggiare attraverso un gioco dinamico di immaginazione e realtà che collega il patrimonio culturale nordico a contesti globali più ampi. La stessa architettura iconica di Sverre Fehn funge da sfondo senza tempo, favorendo il dialogo tra arte, cultura e ambiente costruito».

Benjamin Orlow, Tori Wrånes and Klara Kristalova. Photo: Finnish National Gallery / Pirje Mykkänen

Nata a Praga nel 1967, Klara Kristalova vive e lavora a Norrtälje, in Svezia. Le sue sculture, spesso realizzate in ceramica smaltata, evocano scenari fiabeschi e restituiscono un senso di fragilità, aprendosi a un’introspezione psicologica. Tra le sue mostre recenti, spiccano quelle presso Perrotin a Parigi (2024) e Lehmann Maupin a Londra (2023), nonché la collettiva Strange Clay alla Hayward Gallery di Londra (2022).

Benjamin Orlow è nato a Turku, Finlandia, nel 1984, e vive e lavora a Londra. Le sue opere, tra scultura, video e installazioni spesso monumentali, si concentrano sulle interazioni umane con l’ambiente costruito e con le narrazioni culturali. Tra le recenti esposizioni si segnalano quelle presso Kunsthalle Seinjäjoki (2025, Finlandia), Des Bains (2024, Londra), Kohta Kunsthalle (2023, Helsinki) e Horst-KANAL Centre Pompidou (2022, Bruxelles).

La pratica di Tori Wrånes, nata a Kristiansand, Norvegia, nel 1978, e attualmente di base a Oslo, fonde musica, performance e scultura per creare realtà alternative e rituali contemporanei. Le sue installazioni immersive sfidano le percezioni spaziali e ridefiniscono le convenzioni performative attraverso un’estetica onirica e surreale. Tra le sue mostre più recenti figurano il Helsinki Art Museum (2024) e il Gothenburg Museum of Art (2019), mentre nel 2025 sarà protagonista della Festival Exhibition presso il Bergen Kunsthall.

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