fuse*, seed0954, 2022, Inkjet print on Hahnemühle photo rag, 100x100cm, Unique edition + 1 APweb
Herbario Novo è parte integrante di un più vasto percorso di ricerca intrapreso da fuse*, intitolato Artificial Botany, iniziato nel 2019, con l’obiettivo di indagare l’universo delle antiche illustrazioni botaniche evidenziandone le potenzialità espressive latenti attraverso l’addestramento di algoritmi di machine learning. fuse* è uno studio d’arte multidisciplinare che esplora le possibilità espressive date dall’uso creativo delle tecnologie digitali al fine di interpretare la complessità dei fenomeni umani e naturali. Sin dalle origini la ricerca dello studio ha avuto come obiettivo primario la creazione di installazioni e performance multimediali capaci di coinvolgere profondamente il pubblico amplificando l’impatto emotivo della narrazione. Con questo approccio, si sono avvicinati alle illustrazioni botaniche e agli erbari, unico strumento di studio e archiviazione della natura del passato e hanno constatato che, sebbene non siano più scientificamente rilevanti, sono comunque fonte d’ispirazione per gli artisti rendono omaggio alla vita e alla natura usando strumenti e metodologie contemporanee.
Così nasce Artificial Botany, un’opera creata attingendo da archivi di pubblico dominio contenenti illustrazioni dei più grandi artisti del genere, tra cui Maria Sibylla Merian, Pierre-Joseph Redouté, Anne Pratt, Mariann North ed Ernst Haeckel. Queste illustrazioni sono diventate il materiale di apprendimento per un sistema chiamato GAN (Generative Adversarial Network), che attraverso una fase di addestramento è in grado di ricreare nuove immagini artificiali con elementi morfologici quasi identici alle immagini originali, ma con dettagli e caratteristiche che sembrano creati da mani umane.
La macchina in questo senso rielabora il contenuto creando un nuovo linguaggio, catturando le informazioni e le qualità artistiche tipiche dell’uomo e della natura. In mostra, una video installazione e una serie di stampe che cristallizzano momenti del flow e ne svelano caratteristiche cromatiche inedite, anche grazie all’esplorazione di supporti materici differenti. Opere e interventi che generano una forte ambiguità rispetto “a cosa sia cosa”: un corto circuito fra permanente ed effimero, cangiante e duraturo, unico e plurale, naturale, culturale, artificiale e fantastico. Il topos letterario della metamorfosi diventa quindi centrale in Herbario Novo, facendo emergere la fluidità dell’esistenza e il suo continuo trasformarsi.
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