«Joseph Beuys è un artista tedesco il cui lavoro ha suscitato molto interesse e varie controversie fin dagli anni ’60. Sebbene il suo lavoro sia molto conosciuto in Europa e, soprattutto, nel suo Paese natale, e la sua influenza sia riconosciuta in entrambi i continenti, l’attuale retrospettiva della sua ricerca rappresenta la prima introduzione al pubblico degli Stati Uniti». Sono alcune righe estratte dal comunicato stampa della mostra che il Guggenheim di New York dedicò a Joseph Beuys, dal 2 novembre 1979 al 2 gennaio 1980. Provoca sempre un certo effetto leggere, a distanza di tanti anni, quella che viene comunemente chiamata letteratura grigia, scrittura di servizio, effimera, riferita a un evento, a un periodo, a un contesto molto preciso, con nessuna o poca ambizione di sopravvivere alla data di chiusura della mostra. E, proprio per questo, ancora più preziosa per i posteri, che rileggono quelle parole a distanza di tanti anni, ritrovandovi lo spirito del tempo. Dalla nascita di Beuys sono passati 100 anni – 12 maggio 1921, Krefeld, Germania – e tanti sono stati gli eventi che hanno ricordato la vita e l’arte dell’artista sciamano. Di questa storia, vissuta in prima persona, ne parlerà Michele Bonuomo, in occasione di un incontro a Casa Testori, giovedì, primo luglio, alle 18.30. Direttore del mensile Arte, Michele Bonuomo ha collaborato per molti anni con Joseph Beuys, in particolare nelle sue mostre e performance realizzate a Napoli negli anni ‘70 e ’80, la città in cui l’artista tedesco, invitato dal gallerista Lucio Amelio, ebbe modo di conoscere anche Andy Warhol, l’altra anima dell’arte di quegli anni. Bonuomo era a New York anche tra il 1979 e il 1980, assistente di Beuys per la grande mostra al Guggenheim.
«Da Beuys abbiamo imparato che l’arte è di tutti; che ogni gesto, se dettato da consapevolezza, è un gesto di libertà; che la rivoluzione siamo noi. Abbiamo imparato che c’è molta più arte nel rispetto della natura che nella lunga serie di trattati teorici a nostra disposizione», racconta Bonuomo. L’incontro sarà l’occasione per presentare al pubblico i libri rari sull’artista tedesco presenti nella Biblioteca di Giovanni Testori.
Per l’occasione la mostra “Curatela”, appena aperta a Casa Testori, sarà visitabile fino alle 20. Curata da Davide Dall’Ombra, l’esposizione mette in dialogo le opere di tre artisti contemporanei, Alberto Gianfreda, Fabio Roncato, bn+BRINANOVARA, con tre grandi opere del Novecento, firmate da Ennio Morlotti, Giorgio Morandi e Filippo de Pisis.
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