L.U.P.O. inaugura un nuovo spazio a Milano con una doppia mostra

di - 22 Marzo 2025

Un nuovo spazio per L.U.P.O. Lorenzelli Projects, che espande i propri orizzonti con l’inaugurazione di una sede in via Borsieri 29, nel quartiere Isola di Milano. La galleria, fondata nel 2021 da Massimiliano Lorenzelli, celebra questo traguardo con una doppia personale che coincide strategicamente con miart, consolidando la presenza di L.U.P.O. nel circuito artistico cittadino. Lo spazio è progettato dallo studio milanese ganko e risponde alla ricerca di un equilibrio sofisticato, che riesca a coniugare materialità grezza e minimalismo contemporaneo. Gli arredi, invece, sono forniti da Vero ed esaltano la poliedricità della galleria e il suo carattere dinamico. Una scelta estetica che è anche manifesto dell’identità stessa della galleria: rigorosa ma sperimentale, attenta alla tradizione ma proiettata verso nuove forme espressive.

In soli quattro anni di attività, L.U.P.O. ha saputo conquistare un ruolo privilegiato all’interno del panorama artistico contemporaneo, favorendo un dialogo costante e naturale fra artisti, collezionisti e pubblico e proponendo un programma espositivo innovativo e audace. La galleria si dedica alla promozione di talenti emergenti italiani e internazionali, in particolare di artisti under 30, e mira a portare avanti progetti dinamici e site-specific. Quarta generazione di una storica famiglia di galleristi, Massimiliano Lorenzelli ha saputo reinterpretare l’eredità familiare con un approccio volto a trasformare la galleria in una piattaforma di aggregazione che favorisca relazioni di fiducia e collaborazioni durature: «L’obiettivo non è solo vendere opere, ma costruire una comunità attorno all’arte».

Ph. Antonio Giancaspro

«L’apertura della nuova sede è un traguardo importante per L.U.P.O., ma soprattutto un punto di partenza per un lavoro ancora più ambizioso», ha raccontato Lorenzelli. «Questo spazio ci permette di costruire mostre più strutturate e di ospitare progetti site-specific, dando agli artisti la possibilità di sperimentare in un contesto pensato per valorizzare al meglio la loro ricerca. In un mercato dell’arte sempre più frammentato, vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per il super contemporaneo, un segmento fortemente in espansione a livello globale, ma ancora poco esplorato in Italia».

Le due mostre inaugurali, curate da Sole Castelbarco Albani e visitabili dal 5 aprile su appuntamento, propongono due percorsi espositivi differenti ma armoniosamente legati, complementari fra loro. Nowhere to Be riunisce le opere di Gus Monday, Julian Lombardi e Fabien Adèle, tre artisti che esplorano i confini della percezione e dell’esperienza spaziale, dissolvendo i limiti tra reale e immaginario, oggetto e ambiente, passato e presente. Too Sweet to Last mette invece in dialogo le ricerche di Léo Luccioni e Rachel Hobkirk, che indagano i temi della seduzione, del controllo e dei paradossi del desiderio attraverso oggetti apparentemente innocui trasformati in inquietanti riflessioni sulla cultura del consumo, la dipendenza e la tensione tra attrazione e controllo.

Leo Luccioni, Candy Kebab, white crack, Ceramic, beech, steel (2025)

«Il mio rapporto con L.U.P.O. nasce da un’amicizia e da una stima reciproca maturata nel tempo», ha dichiarato la curatrice. «Quello che ci accomuna è la freschezza e la volontà di scoprire artisti fuori dagli schemi, con ricerche e messaggi affascinanti. L.U.P.O. è una delle realtà più avanguardistiche a Milano, sempre alla ricerca di nuovi talenti e progetti innovativi».

L’approccio di L.U.P.O., dunque, si spinge oltre la semplice esposizione delle opere, puntando ad un coinvolgimento diretto sia degli artisti che dei collezionisti. Come ci ha spiegato Lorenzelli: «Lavoriamo a stretto contatto con gli artisti, invitandoli a trascorrere periodi in Italia per immergersi nel contesto culturale e produrre nuove opere. Allo stesso tempo, coltiviamo il rapporto con i collezionisti in modo personalizzato, attraendo un pubblico eterogeneo che va dagli appassionati di arte storica che si avvicinano al contemporaneo, ai collezionisti emergenti e ai giovani professionisti che iniziano la loro raccolta». La volontà è quella di costruire percorsi autentici e duraturi: «Collaboriamo con artisti che sentiamo affini alla nostra visione e con cui possiamo sviluppare un rapporto di fiducia e continuità. Questo approccio si riflette anche nel nostro rapporto con i collezionisti: molti di loro ci seguono da anni, tornando per nuove acquisizioni e alimentando un dialogo che spesso evolve in un’amicizia».

Ph. Antonio Giancaspro

Accanto all’attività espositiva, L.U.P.O. Lorenzelli Projects ha sviluppato anche un’interessantissima piattaforma di pubblicazioni, L.U.P.O. Books. Questa iniziativa permette di affiancare a ogni mostra a una pubblicazione, traducendo i contributi di giovani curatori, designer e fotografi emergenti in una testimonianza diretta e tangibile – sfogliabile – delle pratiche artistiche contemporanee.

Guardando al futuro, la galleria intende consolidare la propria presenza internazionale partecipando alle principali fiere, tra cui Miami, Shanghai e la prossima edizione di Untitled a Houston, che a detta di Lorenzelli si preannuncia come particolarmente interessante. Parallelamente, l’aspirazione è quella di ampliare il roster artistico, affiancando nomi consolidati a talenti cresciuti all’interno della galleria. «Il nostro obiettivo è rafforzare il nostro ruolo nel panorama dell’arte contemporanea», conclude il fondatore di L.U.P.O., «mantenendo un equilibrio tra sperimentazione e continuità. In un mercato in continua evoluzione, crediamo che il nostro valore aggiunto stia nella capacità di anticipare tendenze e creare connessioni significative tra artisti, collezionisti e istituzioni».

Julian Lombardi, Misinformation Map (2024)

Le due mostre saranno visitabili dal 5 aprile fino a metà maggio e segneranno l’inizio di una nuova importante fase per questa realtà. La presenza di L.U.P.O. nel quartiere Isola rappresenta un’importante opportunità, offrendo la possibilità di realizzare installazioni più complesse e immersive e rafforzando il ruolo della galleria come laboratorio di sperimentazione per i linguaggi contemporanei.

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