Il ristorante della milanesissima via Solferino propone ogni sei mesi – da primavera a autunno e da autunno a inverno – installazioni che abitano e animano il ristorante. Alcune delle opere degli amici e clienti artisti rimangono negli spazi del locale, creando un atmosfera che respira l’arte e ne parla accompagnando il cliente del ristorante senza imporsi.
Il lavoro di Michele Lombardelli, artista, musicista, collezionista ed editore, abituato a lavorare trasversalmente tra vari luoghi e media nonché cliente del locale, occupa la parete a destra dell’ingresso del ristorante attraverso due teli che, per un totale di 8 metri, sono fissati al muro.
I colori sono bronzo, ruggine, ceruleo e nero e sono stampati su un tessuto leggero ma resistente, che ricorda i teli nautici di copertura di alcune barche a riposo. Il rigore del motivo geometrico su un telo, destinato alla sala e quindi al movimento dei clienti e dell’andirivieni quotidiano, fa riferimento ai mondi di provenienza dell’artista, in particolare a quello pittorico e musicale, aiutando a rendere l’ambiente di Zazà ancora più familiare e accogliente.
Il locale milanese, che nasce grazie allo chef olandese Brendan Becht nel 2013, nato in una famiglia di collezionisti d’arte contemporanea, si propone come rifugio in centro dove degustare e scoprire (mangiando) con lentezza, seguendo una piacevole filosofia in netto contrasto con i ritmi della città che abita.
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