Lo spazio liminale delle nostre vite: Jason Hendrik Hansma a Bologna

di - 7 Febbraio 2025

In Our Real Life è la prima mostra personale in Italia di Jason Hendrik Hansma che, attraverso due progetti video, racconta il sottile confine tra natura e città. L’esposizione, visitabile fino al 9 febbraio nelle sale settecentesche di Palazzo Vizzani, nel centro di Bologna, rientra nell’ambito di Art City 2025 ed è la prima tappa di Climatica, un più ampio programma curato da Gabriele Tosi e promosso dall’associazione non-profit Alchemilla in collaborazione con Toast Project.

Alchemilla utilizza gli spazi di Palazzo Vizzani per ospitare artisti e curatori in residenza per lunghi periodi o di passaggio, con lo scopo di creare un luogo di contaminazione artistica e personale tra queste figure. Per il progetto Climatica, saranno presentate le pratiche artistiche che ricercano la connessione tra gli spazi interni e quelli esterni, in una contaminazione continua tra personale e collettivo.

ason Hendrik Hansma, In Our Real Life (Embers), 2021-2024, Found video, sound, 9′. Frame dal video. Courtesy l’artista

Jason Hendrik Hansma: reimparare a parlare

Classe 1988, Jason Hendrik Hansma vive attualmente tra Rotterdam e Berlino. La sua ricerca è attraversata dal concetto di “quasi articolato”, che esprime attraverso gli elementi naturali allo stesso tempo fluidi e distruttivi. La mancanza di linguaggio diventa così una cifra per riconsiderare il nostro posizionamento nel mondo e con gli altri. L’artista racconta di aver dovuto reimparare a parlare, «Per questo sono attratto da voci che riemergono, in cui la felicità e la malinconia slittano l’una dentro l’altra, dove il linguaggio e il significato sono instabili».

Onde anomale e case che bruciano: In Our Real Life

In Our Real Life presenta un insieme di montaggi di video amatoriali che catturano elementi naturali, acqua e fuoco, abbattersi contro le strutture fisiche e architettoniche. Le due esposizioni nelle sale del Palazzo Vizzani sono finestre sul mondo che ci circonda, sulle nostre vite reali trasposte attraverso il montaggio e il suono.

Il progetto Waves è un montaggio di filmati amatoriali che ricompongono mareggiate riprese in più di 50 luoghi diversi. Da Koh Lanta in Thailandia, passando per la città di Montevideo in Uruguay, fino a Saint Malo Francia, il film è accompagnato dalla musica di Kelman Duran. L’opera restituisce un’unica onda che assorbe l’architettura circostante e lo spettatore. All’interno della distruzione c’è anche il sollievo di trovarsi dall’altro lato dello schermo, al sicuro, ponendo lo spettatore, contemporaneamente, all’interno e all’esterno dell’opera. Nello spazio liminale, Jason Hendrik Hansma concentra la sua ricerca. Dice di essere interessato «Al momento dell’impatto, il punto esatto in cui l’onda colpisce l’architettura e la trasforma».

Jason Hendrik Hansma, In Our Real Life (Waves), 2018 – 2021. Found video, sound, 13′. Frame dal video. Courtesy l’artista

Il secondo montaggio, Embers, è dedicato invece alla distruttività del fuoco, attraverso gli incendi boschivi dall’Australia al Marocco, che sembra estendersi all’infinito. Per questo progetto Hansma ha attinto dalla propria esperienza personale in Australia: «La casa dei miei genitori rischiava di bruciare. Ogni giorno ricevevo video dagli amici e dalla famiglia. Il paesaggio era surreale, rosso, denso di fumo. Guardavo questi filmati mentre ascoltavo musica. Lentamente il film ha iniziato a scriversi da solo». Enders è accompagnato dal brano Close to You di Rihanna, rallentano fino a nove minuti dal dj belga Ssaliva, fino a diventare una vera e propria litania. L’artista, interessato alla «Spiritualità incorporata nelle strutture della cultura pop», cerca di restituire, cioè «Raccogliere e rivelare, le particelle di mondo in movimento», che sono simbolicamente rappresentate dai tizzoni ardenti presenti nel video.

Jason Hendrik Hansma, In Our Real Life (Embers), 2021-2024, Found video, sound, 9′. Frame dal video. Courtesy l’artista

Ossessione viddling

Il lavoro di realizzazione dei filmati raccolti in rete, estratti e organizzati manualmente, è stato un processo complesso, che vuole riscrivere i prodotti visivi, in modo analogo alla pratica del “viddling”, cioè quando i fan estrapolano degli elementi dai prodotti visivi, come film e serie tv, per editarli in modo originale. Questo processo affascina Hansma, che ne parla come di «Un’ossessione» che sente vicina al suo lavoro, «Un atto di amore». I dettagli che emergono dai due filmati, attraverso l’accompagnamento dei suoni scelti, rivelano una sensazione di profonda malinconia, pericolosa e viva.

Articoli recenti

  • Mostre

Il diario visivo di Nina Ćeranić in mostra a Venezia

Fino al 18 aprile 2026, la galleria A plus A a Venezia ospita la mostra “As I Shape the Object,…

14 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

È stata scoperta l’identità di Banksy

Il suo nome è Robin Gunningham, poi cambiato in David Jones. Reuters ha dedicato un’ampia inchiesta all’identità e al sistema…

13 Marzo 2026 23:16
  • Arte moderna

Il tempo sospeso di Vermeer: storia di un capolavoro a Palazzo Madama di Torino

Prestata dal Rijksmuseum di Amsterdam, Donna in blu che legge una lettera di Johannes Vermeer arriva a Palazzo Madama. Il…

13 Marzo 2026 20:00
  • Film e serie tv

Netflix racconta Frida Kahlo: in preparazione una serie sulla vita dell’artista

Netflix ha annunciato una nuova serie dedicata a Frida Kahlo: ispirata al romanzo di Claire Berest, racconterà la vita dell'artista…

13 Marzo 2026 17:10
  • Musica

A Milano la terza stagione di Suoni Trasfigurati: concerti nei musei della città

A Milano torna Suoni Trasfigurati: sette concerti gratuiti tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie, per far risuonare la costellazione…

13 Marzo 2026 15:30
  • Street Art

JR arriva a L’Aquila: il progetto Inside Out coinvolgerà oltre duemila cittadini

L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ospiterà una nuova tappa di Inside Out, il progetto globale di JR che trasforma…

13 Marzo 2026 14:26