Loris Cecchini, Waterbones, 2017, 8000 moduli in acciaio, particolare. Installazione site specific, Fondaco dei Tedeschi, Venezia
Ă ancora oscuro il programma dellâart week milanese di questâanno, di solito trainata da miart, che questâanno però si svolgerĂ solo online come è stato per la maggior parte delle fiere globali. Tra gli eventi che però sono confermati câè la 17ma edizione del Premio Acacia, il riconoscimento dellâAssociazione Amici dellâArte Contemporanea Italiana, creato nel 2003 da Gemma Testa, che questâanno viene conferito a Loris Cecchini.
Per il quinto anno consecutivo la mostra del vincitore, infatti, si terrĂ nelle sale del Museo del Novecento in occasione della settimana dellâarte. âINVITO 2020â è il titolo dellâesposizione dedicata allâartista (nato a Milano, nel 1969), e grazie ad Acacia al Museo del Novecento entreranno in permanenza le opere Waterbones (177) e Aeolian Landforms (Dahkla 137C), del 2020.
Etrambe le installazioni partono dalla riflessione di Cecchini sul concetto di âorganismoâ, su una crescita naturale che parte e si sviluppa da un modulo, come avviene in architettura o nellâanalisi del linguaggio, che muta come mutano anche le sperimentazioni sui materiali che lâartista opera, passando dallâacciaio, alle gomme, alle plastiche.
Diplomato in pittura allâAccademia di Belle Arti di Brera, il lavoro di Loris Cecchini è stato esposto in mostre personali in importanti musei internazionali, tra cui il Palais de Tokyo a Parigi, MusĂŠe dâArt Moderne et Contemporain
di Saint-Ătienne MĂŠtropole, MoMA PS1 a New York, Shanghai Duolun MoMA di Shanghai, Centro Galego de Arte ContemporĂĄnea a Santiago di Compostela, Kunstverein di Heidelberg, Centro per lâArte Contemporanea Luigi Pecci a Prato, Fondazione Pomodoro di Milano, ma anche alla 56°, 51° e 49° Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Shanghai, di Taiwan, di Valencia e anche alla 12° Biennale Internazionale di Scultura di Carrara.
Sue installazioni permanenti e site-specific si trovano, tra gli altri luoghi, a Villa Celle Collezione Gori a Pistoia e nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze, alla Fondazione Boghossian di Bruxelles e al Cleveland Clinicâs Arts & Medicine Institute negli Stati Uniti.
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