Luca Massimo Barbero, ph. Lorenzo Palmieri
Storico e critico d’arte, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, già Curatore Associato della Collezione Peggy Guggenheim, Luca Massimo Barbero è il nuovo curatore dell’Art Studio, lo spazio incentrato sul dialogo tra arte e impegno sociale, situato nella Casa di The Human Safety Net, alle Procuratie Vecchie a Venezia, recentemente recuperate e riconfigurate con un progetto dell’archistar David Chipperfield, fresco vincitore del Pritzker Architecture Prize 2023. La collaborazione con Luca Massimo Barbero, della durata di due anni, consisterà in un progetto curatoriale in grado di tradurre la missione di The HumanSafety Net, Fondazione del Gruppo Generali, e network globale, presente in 24 Paesi, dedicato al supporto delle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità e all’inclusione dei rifugiati, in particolare attraverso programmi dedicati a famiglie con bambini 0-6.
«L’Art Studio proporrà opere di artisti affini per sensibilità e creatività ai valori di The Human Safety Net, realizzate appositamente per gli spazi della Casa, che dialogano strettamente con i contenuti e l’esperienza del percorso espositivo “A World of Potential”», spiegano dall’organizzazione.
«L’Art Studio è un luogo di sperimentazione visiva e personale che il visitatore fa attraverso la propria esperienza in tutto questo straordinario piano di The Human Safety Net, luogo sospeso e perno visivo da raggiungere proprio nel cuore di Venezia», ha dichiarato Barbero. «Il tema è quello di creare una rete che colleghi le attività dello spazio The Human Safety Net all’arte, ma anche alle questioni sociali che in esso si sviluppano e vengono rappresentate. Incrociare questi temi insieme all’arte contemporanea creerà quindi quel ponte necessario per amplificare entrambe le missioni, per avere un programma unico che si confronta con un’area, come quella Marciana, che mantiene una sua internazionalità diventando così un punto nuovo di riferimento».
La prima installazione curata da Luca Massimo Barbero sarà realizzata da Arthur Duff. Intitolata “The Hungriest Eye. The Blossoming of Potential”, l’opera verrà inaugurata il prossimo 14 aprile. Artista tedesco, nato nel 1973, vissuto a lungo negli Stati Uniti e attualmente residente in Italia, Duff spesso ha lavorato su grandi installazioni site specific, con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare il pubblico su temi particolarmente sentiti. Noto per le sue opere legate alle nuove tecnologie, per il suo ultimo intervento per l’Art Studio ha tratto ispirazione dalle straordinarie xilografie giapponesi ottocentesche raffiguranti i fuochi d’artificio. Con un sistema laser, l’artista “disegnerà” nuove forme e composizioni, in un caleidoscopio di luci e colori che manderà un messaggio di empowerment e consapevolezza ai visitatori.
«The Hungriest Eye –The Blossoming of Potential” è un’opera d’arte che inizia come collaborazione con The Human Safety Net, e per me, come artista, è un’opportunità unica per investigare gli aspetti invisibili degli oggetti d’arte come sistemi interconnessi fisici e non fisici», ha spiegato Duff. «Vorrei creare spazi collaborativi dove il pubblico possa partecipare attivamente alla formazione dell’opera d’arte attraverso la propria esperienza personale nel museo nella sua interezza», ha continuato l’artista. «Il progetto “The Hungriest Eye – The Blossoming of Potential” esamina il rapporto tra il potenziale dell’opera d’arte e il potenziale di ogni persona che visita le Procuratie Vecchie, come esplorazione che pone in discussione l’impatto dell’arte sull’umanità e si concentra sugli oggetti al di là del loro semplici rapporto con gli esseri umani».
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