Claudia Andujar, 'Untitled' (dalla serie "Sonhos Yanomami"), 2022. Collezione MACBA. Fondazione MACBA. ©Claudia Andujar. Per gentile concessione della Galleria Vermlheo
In occasione del suo trentesimo anniversario, il Museu d’Art Contemporani de Barcelona (MACBA) arricchisce la sua collezione con 285 nuove opere che riflettono le principali linee curatoriali del museo: il recupero di figure locali, la politica decoloniale, le pratiche performative e l’ecologia critica. L’ampliamento è stato reso possibile grazie ad acquisizioni dal Consorzio MACBA, dalla Generalitat de Catalunya e dalla Fondazione MACBA, oltre a donazioni di artisti, gallerie e collezionisti privati.
Tra gli sviluppi più notevoli si annoverano artisti di portata internazionale come Claudia Andujar (Neuchâtel, 1931), Basel Abbas (Nicosia, 1983) e Ruanne Abou-Rahme (Boston, 1983), insieme a nomi chiave del contesto catalano come Laia Abril (Barcellona, 1986), Benet Rossell (Àger, 1937 – Barcellona, 2016), Ramon Guillén-Balmes (Barcellona, 1954 – 2001), Martí Anson (Mataró, 1967) e Mari Chordà (Amposta, 1942).
Una parte significativa delle nuove acquisizioni proviene dalla Collezione Nazionale della Generalitat de Catalunya. Tra i pezzi forti figurano pezzi di Mònica Planes (Barcellona, 1992), Lara Fluxà (Palma, 1985), Stella Rahola (Barcellona, 1980) e Alberto Peral (Santurtzi, 1966), molti dei quali saranno presentati pubblicamente per la prima volta nelle prossime mostre del museo. Sono incluse anche le opere fotografiche commissionate per la mostra Una ciutat desconeguda sota la boira (Una città disconnessa sotto la nebbia ), come quelle di Laia Abril (Barcellona, 1986), Gregori Civera (Valencia, 1969), Manolo Laguillo (Madrid, 1953) e Carmen Secanella (Barcellona, 1975).
Tra le acquisizioni della Fundació MACBA, spicca l’emblematico gruppo Yanomami Dreams (2002) di Claudia Andujar, pioniera nella difesa dei diritti degli indigeni in Brasile. A questi si aggiungono The Circle (2023) di Bouchra Khalili (Casablanca, 1975), Rivâl (2023) di Thomias Radin (Parigi, 1993), Gravidade (2024) di Carlos Motta (Bogotá, 1978) e opere di Basel Abbas (Nicosia, 1983) e Ruanne Abou-Rahme (Boston, 1983).
La collezione è stata ampliata anche grazie a donazioni significative come le 43 opere del lascito Benet Rossell , le sculture di Ramon Guillén-Balmes e le opere di M artí Anson, Susy Gómez (Pollença, 1968) e Tere Recarens (Barcellona, 1967), provenienti dalla Galleria Antoni Tàpies. Si aggiungono inoltre le creazioni di Carmen Calvo (Valencia, 1950), Raquel Friera (Barcellona, 1974), Rosario Zorraquín (Buenos Aires, 1985), Marine Hugonnier (Parigi, 1969) e Cecilia Vicuña (Santiago del Cile, 1948).
Il Centro Studi e Documentazione (CEDOC) accoglie anche gli archivi della Galleria Cadaqués e dell’artista Francesc Torres (Barcellona, 1948), oltre a nuove pubblicazioni di artisti come Anna Bella Geiger (Rio de Janeiro, 1933).
Le opere saranno presentate progressivamente, con tappe fondamentali quali la nuova mostra permanente nel novembre 2026 e l’inaugurazione del nuovo edificio nel 2027.
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