Sorelle d'Italia
Quando resistere è un lusso. La battaglia femminista per il lavoro e per la paritĂ di opportunitĂ nelle carriere non si limita alla lotta contro la disoccupazione, ma è anche un impegno per garantire giustizia economica e paritĂ di trattamento per tutte le donne, in ogni settore e in ogni fase della loro vita lavorativa. Nella Biblioteca Salaborsa di Bologna, fino al prossimo 15 marzo, è esposta lâopera Sorelle dâItalia: il lusso di resistere delle fotografe Matilde Piazzi e Nadia Del Frate dellâassociazione Culturale Grabinski Point APS, che si dedica alla promozione di attivitĂ culturali, artistiche e ricreative, in collaborazione con alcune lavoratrici de La Perla.
Lâopera nasce come esplorazione di temi sociali e politici attraverso una ricerca storico-filosofica e dalla personale esperienza delle due artiste che, lavorando nellâe-commerce, hanno direttamente vissuto il riflesso della crisi che ha investito La Perla. Lo stabilimento di Bologna, noto brand di lingerie di lusso fondato nel 1954, ha affrontato una situazione complessa negli ultimi anni, culminata in una crisi aziendale che ha avuto come esito la cassa integrazione straordinaria per oltre duecento dipendenti specializzati, in prevalenza donne, processo intrapreso con la speranza di una possibile vendita e rilancio dellâazienda.
La stampa ha dato recentemente notizia di una nuova fase di vendita che non garantisce però sicurezza da un punto di vista occupazionale. La Regione Emilia-Romagna ha espresso il suo impegno nel sostenere le lavoratrici in cassa integrazione, cercando soluzioni per garantire continuitĂ e protezione, in attesa di un rilancio dellâazienda. Le donne storicamente sono state piĂš colpite da disoccupazione e precarietĂ , non solo per ragioni strutturali legate alla discriminazione di genere, ma anche per la divisione tradizionale del lavoro e la mancanza di supporti adeguati.
Sono anche piĂš spesso vittime di discriminazione salariale, in termini di compensi, accesso alle posizioni di leadership e promozioni. Nel corso della storia le femministe hanno combattuto su vari fronti per ottenere pari opportunitĂ e affrontare le ingiustizie sociali, politiche ed economiche subĂŹte, dal diritto di voto alla paritĂ sul lavoro, dai diritti riproduttivi alla violenza di genere. La battaglia femminista per i posti di lavoro persi è un aspetto cruciale della lotta per lâuguaglianza di genere.
Malgrado la situazione dello stabilimento, un gruppo di ventiquattro ex lavoratrici, operaie specializzate nel settore con svariati anni di esperienza, ha avviato una lotta femminista e creativa per ribadire il proprio diritto al lavoro. Queste donne si sono sostenute a vicenda unendosi nellâassociazione UnicheUnite, nata a seguito del blocco dellâazienda del 2023, con lâapertura di una tempestiva vertenza sindacale e lâobiettivo di difendere i propri diritti e contrastare la speculazione finanziaria che ha minacciato la chiusura dellâazienda. Le socie di UnicheUnite, nome che rimanda allâunicitĂ del singolo e alla collettivitĂ , sono attivamente coinvolte in attivitĂ produttive e culturali, piccoli capi artigianali, magliette con il proprio logo, collane, gadget in grado di veicolare messaggi di solidarietĂ e resistenza.
La mostra Sorelle dâItalia. Il lusso di resistere è costituita da unâimponente serie fotografica che ritrae donne dai volti fieri e combattivi, composta da dodici quadri sequenza su tessuto poliestere trasparente visibile su entrambi i lati, ispiratasi al logo dellâassociazione, che vede bamboline tenersi per mano e, anche nelle dimensioni, allâ affresco corale seicentesco del bolognese Guido Reni LâAurora, ultima opera realizzata a Roma prima di rientrare definitivamente a Bologna. Lâiconografia di questi lavori anticamente veniva commissionata in palazzi privati come buon auspicio per la rinascita delle famiglie nobili. Nel nostro caso il luogo dove viene proposta lâopera è pubblico, la biblioteca Salaborsa, cuore attivo della cittĂ , di buon auspicio per la rinascita dello stabilimento e della tutela del lavoro.
Le lavoratrici fotografate, eleganti e fluide, aggraziate e scultoree in pose neoclassiche, si muovono in uno spazio in movimento, che dialoga con il pubblico e con le singole stampe di dimensioni ridotte, icone intime e liriche, esposte su pannelli a rappresentare sei ritratti allegorici che esprimono individualitĂ e unicitĂ del singolo che diventa collettivitĂ nella lotta femminista. Tra esse spicca lâicona simbolo della mostra, Ritratto di Pierangela, una donna chiamata Piera, sul capo un pizzo de La Perla, richiamo alla sacralitĂ e alla femminilitĂ , un volto nascosto ma presente, immagine cosĂŹ potente da aver vinto un premio internazionale Female in Focus promosso da British Journal of Photography in collaborazione con Nikon, per celebrare il talento e la creativitĂ delle fotografe di tutto il mondo.
La fotografia sarĂ esposta nei prossimi mesi in due mostre collettive a Londra e a Glasgow. A chiudere lâesposizione, prodotta grazie al sostegno delle comunitĂ tramite crowdfunding su produzioni dal basso, sono il Manifesto delle lavoratrici e un video corale realizzato da loro, modelliste, tagliatrici, grafiche, responsabili di uffici, esempio per le nuove generazioni, mentre, accorate e passionali, parlano di esaltazione dellâamore per il lavoro, di valori come indipendenza e libertĂ , unione e solidarietĂ . Lâoperazione di sensibilizzazione e riflessione culminerĂ lâ8 marzo con la distribuzione di cinquecento manifesti A3 della mostra, con il Ritratto di Pierangela da distribuire per la Giornata internazionale della donna, con la presenza delle lavoratrici, simbolo della lotta femminista (non un caso che allâesterno della Salaborsa primeggino i monumenti per la lotta partigiana, antiterrorista e antifascista). âNoi, lavoratrici de La Perla, Rivendichiamo il diritto al lavoro, allâindipendenza e alla giustizia sociale. Denunciamo le pratiche predatorie della finanza speculativa, Lottiamo per salvare dallâestinzione un mondo di saperi e tecniche che si tramanda da generazioni. La nostra protesta è pacifica ma determinataâ.
Lâarte è stata, ed è tuttora, un mezzo potente per esprimere il dissenso, sensibilizzare lâopinione pubblica, incoraggiare il cambiamento sociale, rendere visibili le ingiustizie e sfidare le strutture di potere patriarcali.  Alcuni dei principali temi delle battaglie femministe nellâarte includono la rivendicazione della visibilitĂ rifiutando lâidea che le donne fossero soggetti secondari o marginali nella cultura e nellâarte, un atto di autodeterminazione, come avvenuto giĂ per Artemisia Gentileschi nel Barocco e proseguito con artiste come Frida Kahlo o Barbara Kruger.
Molti movimenti artistici femministi hanno lavorato inoltre per de-costruire la rappresentazione tradizionale del corpo femminile, mettendo in discussione lâoggettivazione del corpo delle donne nellâarte e nella cultura popolare, come avvenuto nelle opere di Cindy Sherman o Valie Export. Le battaglie femministe in arte hanno anche indagato il tema del lavoro e della sostenibilitĂ , collegando la lotta femminista con le questioni ecologiche e sociali. Sono state una forma di resistenza politica contro la discriminazione, la violenza e la marginalizzazione, osservando temi legati alla razza e allâidentitĂ culturale. Con lâemergere delle teorie queer e lâesplorazione dei ruoli di genere fluidi lâarte femminista ha ad esempio affermato lâidentitĂ e i diritti delle persone LGBTQ.
Lâarte è stata ed è veicolo poi per sensibilizzare sulla violenza di genere, affrontando temi come la violenza domestica, lo stupro e le discriminazioni sessuali ed esplorando il trauma psicologico e fisico che ne deriva, come in Sophie Calle e Shirin Neshat. Le battaglie femministe attraverso lâarte hanno avuto un impatto duraturo nel ridefinire il ruolo delle donne nellâarte e nella societĂ , e continuano a sfidare le convenzioni sociali, politiche ed estetiche. Diventa quindi uno strumento potente di critica politica per esprimere resistenza, riflettere sulle disuguaglianze, e porre nuove domande sulla condizione femminile, rendendo visibili storie, emozioni e lotte altrimenti silenziate. Oggi la lotta femminista delle lavoratrici de La Perla continua per una piena uguaglianza e per una societĂ che riconosca e rispetti i diritti e la dignitĂ delle donne.
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