White Gallery, installation view. Ph. Olivia Rainaldi
Bianco come una pagina piena di potenziale creativo pronto a esprimersi, bianco come le pareti che lo contengono e allâinterno delle quali tutto avviene. White Gallery. Temporary Art Space, in corso fino al 30 novembre 2025, nasce come progetto temporaneo per dare voce e spazio ai linguaggi piĂš disparati della contemporaneitĂ . La mostra, ideata e curata da Valentina Ciarallo, si svolge un ex magazzino di impianto industriale, affacciato sul lungotevere allâaltezza di Ponte Marconi e non lontano dal Gazometro.
ÂŤWhite Gallery. Temporary Art Space nasce come risposta allâesigenza di ridefinire il modo di condividere lâarte: un punto dâincontro e di confronto, aperto a chi vuole agire superando il senso di isolamento e di confine del proprio studioÂť, afferma la curatrice. ÂŤUna geografia periferica che si fa centrale nella mappa della creativitĂ , uno spazio urbano che accoglie il non-finito, lâintuizione, lâopera sospesaÂť. Lâiniziativa, che coinvolge 23 artisti italiani e internazionali, si propone come alternativa al sistema espositivo canonico: non una mostra, ma un cantiere aperto, un terreno di incontro dove pratiche, linguaggi e generazioni dialogano in modo spontaneo.
Scultura, pittura, fotografia, video, installazioni digitali e interventi site-specific si intrecciano in una narrazione corale che rimette al centro il processo creativo e la sua dimensione condivisa, che nei giorni di Arte in Nuvola a Roma contribuisce ad ampliare lâofferta culturale della cittĂ e trasforma un luogo fuori dai circuiti tradizionali dellâarte contemporanea in uno spazio fluido, libero, vivo. Anche la scelta di un magazzino industriale non è casuale, ma contribuisce alla costruzione di un immaginario capace di accogliere il non-finito, lâopera in divenire, lâintuizione ancora sospesa. Un contesto che si afferma come luogo fertile, capace di generare nuovi immaginari.
La pluralitĂ dei linguaggi è la cifra dominante, capace di creare assonanze e rimandi anche tra le pratiche piĂš disparate, facendosi veicolo trasversale e trans-generazionale. Tra i protagonisti, Sonia Andresano riflette sugli spostamenti e sullâattesa come dimensioni identitarie in costante mutazione. Alessandro Asciutto, con il progetto All Inclusive, mette a nudo le contraddizioni del turismo globale, che trasforma lâaltrove in un prodotto da consumare. Giulio Bensasson rielabora diapositive corrotte dal tempo, trasformando il deterioramento in nuova possibilitĂ narrativa.
Le pitture di Elen Bezhen fondono sensualitĂ e simbolismo, mentre le immagini di Myra Bonifazi reinventano il tema del cielo attraverso esplosioni di nubi e orizzonti doppiati. Per la prima volta a Roma, CĂŠcile Cornet porta una pittura intima e venata di surrealismo che dĂ forma alla dimensione domestica come spazio politico. Ălle de Bernardini presenta la serie Contrasexual Forms, unâindagine materica su identitĂ , storia dellâarte e potere dei corpi. Tra ceramica, mitologia pop e metamorfosi, Naomi Gilon costruisce figure che oscillano tra forza e fragilitĂ .
Le tensioni narrative di Luca Giovagnoli, le pitture astratte che provengono dagli schermi di Luca Grimaldi, le immagini minuziose di Eleonora Molignani e le sculture antropologiche di Alessandra Pasqua ampliano lo spettro dei linguaggi in campo. Con Null Void 0, Chiara Passa invita il pubblico a ricomporre lâopera attraverso AR e intelligenza artificiale, abbattendo il confine tra reale e virtuale. Francesca Romana Pinzari lavora sulla vulnerabilitĂ domestica, mentre Greta Pllana trasforma ferite invisibili in immagini pittoriche dense e spirituali. Le sculture di Giuseppe Pulvirenti giocano con lâambiguitĂ degli oggetti, mentre Olivia Rainaldi, con Sistema Arte Roma, mappa la scena contemporanea della capitale in un progetto fotografico di ascolto e relazione.
Tra gli altri, Max Renkel torna con una serie inedita che unisce astratto e figurativo; Marta Roberti esplora miti e identitĂ in chiave ecofemminista; Sandro Sanna rilegge Rolling in versione site-specific; Mattia Sugamiele materializza il digitale in âcusciniâ iridescenti; il duo VENERDISABATO riflette su tempo e interdipendenza; MarĂa Ăngeles Vila Tortosa indaga lâidentitĂ femminile attraverso miti agricoli e simboli di fertilitĂ .
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