Torino Art Week: tre visioni della pittura, alla Fondazione 107

di - 1 Novembre 2019

Fondazione 107 è un’istituzione no profit inaugurata a Torino nel 2009. Lo spazio espositivo si estende in 1500 metri quadrati all’interno di un ex capannone industriale degli anni ’50 di proprietà della famiglia Piccari e vale la pena farci un salto, in questi giorni di Torino Art Week.

Come vi raccontavamo ormai qualche anno fa, la fondazione è istituita per volontà di quest’ultima, aperta al pubblico, opera nel circuito dell’arte contemporanea per restituire l’identità personale-collettiva, caratterizzata da culture e memorie per la riqualificazione del quartiere periferico Madonna di Campagna, parte integrante del Progetto 107.

Lara Nickiel porta i 12 cavalli di Kounellis alla Fondazione 107

La struttura architettonica, caratterizzata dal classico tetto a botte, è un importante esempio di archeologia industriale. Lo spazio è strutturato da una navata principale e si accede da una piccola scala di metallo, il quale permette la visione rialzata dell’area espositiva, ideale per valorizzare l’esposizione di 12 cavalli – Omaggio a Jannis Kounellis di Lara Nickiel (New Mexico, 1985), un tributo a Senza Titolo (12 cavalli), galleria L’Attico Roma 1969, di Jannis Kounellis.

L’artista presenta per la prima volta in Italia dodici dipinti su tela: raffigura a grandezza naturale dodici cavalli sospesi in uno sfondo bianco. L’uso del cavallo, nella storia dell’arte, è opera antica; oltre il punto di vista bellico e quotidiano, l’animale ha rappresentato un fedele alleato e uno status quo. Nickiel lo rappresenta non solo dal punto di vista anatomico, muscolare e fisiognomico ma come metafora del suo spirito forte e irruento, e dona all’animale potere e regalità. È tramite l’allestimento che riprende i dodici cavalli vivi legati alle pareti di Kounellis, metafora tutt’ora contemporanea del conflitto tra cultura e natura.

Il lavoro di Lara Nickiel esamina il sistema in cui lo spazio fisico dello spettatore interagisce con quello pittorico di un dipinto. Il progetto è realizzato con la partecipazione di organizzazioni equestri tra cui le Cadre noir di Saumur, la Garde republicaine di Parigi e il Palio di Siena.

Le diverse sfumature del segno di Nicola Toffolini e Franco Rasma

Gli altri due artisti in mostra, Nicola Toffolini e Franco Rasma, comunicano, nella personale forma di espressione, un’attitudine al disegno la quale pratica richiede tempo e concentrazione, elementi fondanti della produzione manuale.

Toffolini (Udine, 1975) si esprime attraverso il disegno; lungo il corridoio della Fondazione 107 presenta il solo project Tra un picnic e il caos (2019), a cura di Federico Piccari. I taccuini dell’artista sono segni a matita precisi e ripetuti in forma ossessiva: annota le fasi evolutive del progetto e nei disegni analizza sia la parte analitica che quella naturalistica.

L’artista espone il sistema del suo pensiero in quanto passaggio dall’idea alla messa in opera e dona poeticità alla freddezza del disegno scientifico. Toffolini porta avanti una riflessione interna alla rappresentazione e adotta, a livello grafico, modalità compositive maniacali.

A conclusione del percorso, Fondazione 107 dedica uno spazio espositivo a “Mehr Licht!”, progetto di Rasma (Borgomanero, 1943), sempre a cura di Piccari. Il lavoro di Rasma riprende le ultime parole di Goethe, in una elegante mostra tra dipinti e sculture in cemento. Nella costante ricerca di senso il quale l’uomo conduce, l’artista dipinge il sogno di nero, marrone, giallo e bianco attraverso passaggi progressivi.

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