Barbara Kruger, Untitled (Another Again) 2025, Ukrainian Railways Intercity Train, Ukraine. Courtesy of the artist, RIBBON International, Ukrainian Railways, and Sprüth Magers. Photo: Vitalii Halanzha
Fino al 14 luglio 2025, un treno Intercity attraverserà l’Ucraina come un’opera d’arte in movimento. Si tratta di Untitled (Another Again), installazione site specific di Barbara Kruger, tra le voci più iconiche dell’arte concettuale, che ha scelto il mezzo ferroviario, oggi linfa vitale per milioni di persone, in un Paese dove lo spazio aereo resta chiuso, come supporto per le sue parole.
Il testo, stampato in grande formato e tradotto in ucraino, si dispiega come un poema visivo sulla scocca del convoglio, scandendo un ritmo martellante fatto di coppie binarie: «ANOTHER DAY / ANOTHER NIGHT / ANOTHER DARKNESS / ANOTHER LIGHT…». Una liturgia di contrasti che ricalca il battito regolare del treno e che riflette, nelle sue alternanze serrate, le oscillazioni di una nazione in guerra. Il progetto è curato da Maria Isserlis, storica dell’arte e curatrice ucraina attiva a Dresda, e sostenuto da RIBBON International, piattaforma no-profit dedicata alla promozione della cultura artistica ucraina in patria e all’estero, in collaborazione con Ukrzaliznytsia (Ferrovie ucraine).
Nata a Newark, New Jersey, nel 1945, Barbara Kruger si è formata alla Parsons School of Design e ha mosso i primi passi come graphic designer per l’editore Condé Nast, esperienza che ha segnato profondamente il suo vocabolario visivo. A partire dagli anni Ottanta, sviluppa un linguaggio artistico inconfondibile, basato su collage fotografici e testi assertivi che interrogano i meccanismi del potere, del consumo e dell’identità. Alternando l’uso della lingua inglese e di traduzioni locali, le sue opere sono state spesso realizzate per spazi pubblici e contesti istituzionali con un impatto diretto sul pubblico.
Tra i suoi principali interventi urbani, nel 1989, Untitled (Your body is a battleground), manifesto femminista per la Women’s March di Washington. Nel 1991 presentò Untitled (Questions), maxi-installazione tipografica sulla facciata del Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Nel 2005 invece fu la volta di Paste Up, con slogan politici in formato pubblicitario sulla metropolitana di Glasgow.
L’opera per il treno Intercity in Ucraina si inserisce così nel solco delle più note strategie visive di Barbara Kruger: slogan incisivi, tipografia assertiva – la sua inconfondibile Futura Bold bianca su fondi rossi o neri -, e un linguaggio mutuato dai mass media per essere decostruito, politicizzato, restituito al pubblico come strumento di critica. Ma in questo caso, la superficie su cui l’artista interviene non è statica. È un veicolo in movimento, che attraversa paesaggi devastati dal conflitto, con a bordo civili, militari, famiglie.
Il treno stesso diventa quindi anche vettore simbolico: un «Vessel», direbbe Kruger, per il trasporto di significati, affetti, memorie. E in questo, il suo intervento rievoca la lezione storica dell’avanguardia ucraina: in particolare le agit-trains degli anni Venti, come quelli decorati da Vasyl Yermylov con slogan e immagini rivoluzionarie.
Qui il testo completo dell’intervento di Barbara Kruger:
ANOTHER DAY ANOTHER NIGHT ANOTHER DARKNESS
ANOTHER LIGHT ANOTHER KISS ANOTHER FIGHT
ANOTHER LOSS ANOTHER WIN ANOTHER WISH ANOTHER
SIN ANOTHER SMILE ANOTHER TEAR ANOTHER HOPE
ANOTHER FEAR ANOTHER LOVE ANOTHER YEAR ANOTHER
STRIFE ANOTHER LIFE
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