Walter Bortolossi, Un corridoio e le sue stanze – Monastero di Santa Maria in Valle

di - 25 Gennaio 2022

“Un corridoio e le sue stanze” è titolo esplicativo e metaforico al contempo della mostra antologica e retrospettiva sull’opera dell’artista friulano Walter Bortolossi visitabile fino al 6 febbraio prossimo al Monastero di Santa Maria in Valle, a Cividale del Friuli. Un itinerario per ripercorrere in cinquanta opere esposte oltre trent’anni di attività artistica di Bortolossi, dagli esordi alla metà degli anni Ottanta sino ai giorni nostri. Presenti anche le prime prove dell’artista all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si è formato, lavori giovanili di gusto neo-espressionista e legati ad un momento generale di pittura gestuale che però Bortolossi abbandonerà speditamente per trovare una vocazione figurativa e giungere al suo particolarissimo modus operandi dei quadri sagomati, una pittura assai più meditata, in tutti i sensi, dall’ideazione alla produzione. Nell’ala da poco restaurata del complesso monastico – di cui fa parte anche il mitico Tempietto Longobardo – il percorso espositivo si snoda lungo un corridoio a croce, “sfogando” sulle dodici stanze che su di esso affacciano. Queste costituiscono altrettante appendici o digressioni al (dis)corso principale, e sembrano rimandare, anche nelle scelte allestitive – cavalletti, tele a terra, schizzi appesi alle pareti, oggetti appoggiati a pavimento – al processo creativo che le ha generate.

“Un corridoio e le sue stanze” , exhibition view, Monastero di Santa Maria in Valle, Cividale del Friuli

Le opere di Bortolossi congeste di figure e dettagli citazionisti, dai colori rutilanti, sono infatti il frutto di un percorso di gestazione lento, fatto di ricerca iconografica certosina che si traduce poi in una pittura ardimentosa, tutt’altro che estemporanea. Sono lavori, quelli di Bortolossi, specie i più recenti dalle narrazioni multifocali, che assalgono il visitatore con la loro densità enciclopedica: labirinti visivi che stordiscono, rebus da decifrare, coacervi di libere associazioni che non consentono una flânerie epidermica e distratta, ma richiedono o impongono uno sguardo perlomeno attento. Deliberatamente camp, palesemente post-moderne, le opere di Bortolossi non si sottraggono certo al confronto con la pittura pop, il fumetto, il fotocollage, la grafica pubblicitaria, i murales o la street art, strizzando l’occhio a quello che l’artista definisce ‘stile basso’ (nella dialettica tra high e low culture) per comunicare però ‘contenuti alti’ come la scienza, la filosofia, l’economia, la politica. È proprio in relazione o in reazione all’avanzare della società di massa novecentesca che di fatto Bortolossi ha elaborato, sia nella forma che nei contenuti, il suo peculiare stile a partire dagli anni Novanta, dando corso alla necessità di raccontare, anche preconizzandoli a volte, i cambiamenti epocali che si stavano affacciando al suo orizzonte, come l’avvento della globalizzazione e iniziare a denunciarne gli aspetti più controversi, quali la mercificazione di cose e persone nonché della cultura stessa. Aspetti divenuti ormai dolentemente all’ordine del giorno.

Podenonese, vive e lavora in Friuli. Storica dell'arte per formazione, tra i filoni di ricerca di maggiore interesse, la storia della critica d’arte e dell'editoria specializzata, i gender studies applicati all’arte e le sinergie tra letteratura ed arti figurative. In qualità di operatore culturale freelance, collabora con enti pubblici e privati nello sviluppo di progetti culturali con particolare riferimento alle arti visive – cinema, fotografia ed arte contemporanea in primis – e alla valorizzazione e promozione del patrimonio storico-artistico. Al pallino per la scrittura unisce la passione per la fotografia di scene e di eventi.

Articoli recenti

  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30
  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Sonsbeek 2026, le novità dalla storica manifestazione d’arte pubblica

Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…

10 Febbraio 2026 11:30
  • Mostre

Materia, colore e fotografia in dialogo allo Spazio Merlo di Roma

Allo Spazio Merlo di Roma, una mostra fa dialogare le sculture e le pitture di Antonia Leonardi con le fotografie…

10 Febbraio 2026 10:30
  • Bandi e concorsi

Una residenza digitale sull’isola di San Giorgio Maggiore: aperte le candidature

Aperte le candidature per la terza edizione di DAIR - Digital Artist in Residence, il programma di residenza promosso dal…

10 Febbraio 2026 9:30