Quarta edizione per ADE, emanazione digitale di Inteatro e tappa obbligata per gli appassionati di teatro e media che quest’anno prevedeva un workshop teorico di due giorni dedicato all’impatto delle nuove tecnologie nell’ambito sociale ed educativo.
Presenza catalizzatrice delle due giornate coordinate da Luca Farulli e Cristina Cilli, l’artista londinese Rosemary Lee che ha presentato alcuni dei suoi site specific works, performance e installazioni video e interattive (tra cui Remote dance e Passage), film, ed infine il suo lavoro artistico sui bambini/con i bambini Apart from the road, realizzato in uno dei quartieri più poveri di Londra. La Lee ha messo in questo caso la comunità in erba al centro del processo creativo quale protagonista di un curioso dispositivo audio-video che funge da archivio-amplificatore delle immagini e delle voci.
Ma ADE è anche il concorso annuale legato a progetti e spettacoli digitali. Tre i premiati nell’affollata cornice di Villa Nappi: il tappeto interattivo CCC (Children Cheering Carpet) del Teatro di Piazza e d’Occasione di Davide Venturini, uno straordinario ambiente ludico e “sensibile” che ha la forma di un colorato giardino giapponese virtuale attivato da sensori collocati sotto il tappeto, Texterritory dei londinesi Future Physical la cui storia è modificata dal pubblico stesso armato di sms, ed infine Gotta Dance degli austriaci Bildenwerfen. In quest’ultimo grazie a un dispositivo di digitalizzazione in tempo reale dei movimenti dei ballerini, si realizza una doppia coreografia che smonta attraverso zapping, film e musica la sacralità e la perfezione della danza.
Grande attesa per la prima nazionale di Il Consiglio di Famiglia di Nico and The Navigators, gruppo berlinese della giovane ma già famosa regista Nicola Hümpel. In una scenografia essenziale dal coloro rosso e dorato e in una mescolanza di generi e stili che vanno dalla pantomima al teatro-danza alla slapstick comedy, assistiamo ad un’irriverente saga delle atrocità familiari, uno spaccato impietoso sui tic della famiglia borghese degno del Ken Loach di Family Life ma intriso di maggior leggerezza ed ironia dadaista. Pagnotte, frigoriferi, porta-scarpe, docce e rifugi-sottoscale diventano simbolo di questo assurdo quotidiano, contenitori per relazioni esasperate sempre sul punto di esplodere. Il finale davvero irresistibile, suggella uno spettacolo originalissimo: il consiglio si chiude con un ritratto di famiglia natalizio con tanto di pecore belanti sulle note di Stille Nacht, heilige Nacht.
alessandra giuntoni – anna maria monteverdi
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ADE 2004
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