Esordio “spiazzante” nelle sale di Miart con Pornographie una prima assoluta per l’Italia della videoperformance realizzata al Palais de Tokyo da Édouard Levé e proposta con la collaborazione del magazine Boiler. L’allestimento è risultato atipicamente vivo negli ambienti della Fiera Campionaria, è stato un invito a rompere il peregrinare fra gli stand, una esortazione a concedersi una pausa placidamente stesi su un’isola di materassi adagiati al suolo e a lasciarsi andare alla candida lascivia delle proiezioni di danzatori e danzatrici che, vestiti con pudichi indumenti, riproducono un campionario dei cliché sessuali proposti dalle riviste pornografiche. Il gioco di Levé è sottile, è un perfetto equilibrio fra pudori borghesi, immaginario pop e erotismo spiccio. L’oscenità, potenziale inespresso, è completamente smorzata dall’apatia dei performer che inespressivi continuano a posizionarsi l’uno sopra l’altro, dietro l’altro, dentro
Alla sterilità delle relazioni sociali di Pornographie si contrappone la sensualità degli oggetti di 100% Polyester objet dansant a definir n° 32 l’installazione/performance di Christian Rizzo che ha originato nei diafani spazi di Superstudio più un’atmosfera di aristocratica ed eterea bellezza. Due vestiti leggeri e trasparenti volteggiano sospesi, danzano mossi da ventilatori. Le loro ombre si stagliano sui muri bianchi e moltiplicano, grazie al sapiente gioco di luci ideato da Cathy Olive, le suggestioni di questa “danza senza corpi” che con la sua fragilità ha incantato il pubblico.
“Coreografia scheletrica” anche Self-Unfinished dell’ex biologo Xavier Le Roy.
Completato da Videodanse, rassegna di video danza dedicata a coreografi francesi o italiani ormai naturalizzati francesi, e chiuso da un dj set al club Plastic Superuovo – episodio francese, organizzato dal collettivo med e curato da Umberto Angelini, è stato, significativamente, l’unico partner milanese de La Francia si Muove.
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elena bari
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