Villa Venus è uno dei sei episodi che compongono Ada, cronaca familiare e, progetto di ricerca che il gruppo teatrale ravennate ha intrapreso intorno al romanzo Ada o ardore di Nabokov. I protagonisti di Ada sono Ada e Van, due fratelli colpevoli di un amore incestuoso; il romanzo ripercorre la loro intera vita che, tra separazioni, tradimenti ed eventi drammatici, alla fine li vede finalmente insieme. Nella pagina letteraria di Nabokov, Villa Venus Club è un catena di bordelli nata dalla fantasia dell’adolescente Eric Van Veen, giovane morto prematuramente in un incidente.
Nella visione dei Fanny & Alexander , Villa Venus intreccia in modo sublime amore e
Le immagini dei volti invecchiati di Ada e Van, mutando le espressioni attraverso movimenti lentissimi, divengono presenze fantasmatiche e, al tempo stesso, illusivamente vivissime; i due fratelli iniziano a dialogare tra loro e, ben consapevoli della presenza del pubblico, cercano di ricordare e narrare parte della loro vicenda amorosa, scandita da un continuo perdersi e ritrovarsi, attraverso ripetuti tradimenti. Si trattava proprio di tradimenti? Van tenta di spiegare ad Ada come egli non l’abbia mai tradita, durante le sue visite a Villa Venus in ogni prostituta dei florali egli ha sempre visto la sua piccola e tenera Ada: ogni dettaglio, dal collo sottile alla pelle diafana ai capelli lunghi e nerissimi, riportava sempre ed inevitabilmente a lei, unica fonte di ardore e desiderio. Così alle immagini dei volti di Ada e Van, negli ovali, a dettagli allusivamente erotici di fiori ed insetti si alternano inserti da pellicole porno in super8
Villa Venus è un intervento sublime e morboso, elegante e criptico al punto giusto, dove la performatività mediata dalle immagini video, potenziata dagli inserti che restituiscono la forza trasfigurante del ricordo e del desiderio, è efficacemente bilanciata dall’accompagnamento musicale in live dell’ondes Martenot, strumento dai toni stridenti simili, nella vivezza, alla voce umana. Tuttavia un intervento come Villa Venus negli degli spazi del Raum, contesto troppo neutro, perde un po’ del suo fascino, laddove, invece, nella sede settecentesca di Palazzo Vaj a Prato, dove lo spettacolo ha debuttato, guadagnava in splendore e suggestione.
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