Lo spettacolo, sul testo inedito di Lina Prosa, è una rivisitazione della vicenda dell’eroe cantato da Sofocle, e conduce lo spettatore negli scenari scabrosi della malattia e della sofferenza. Bang Bang in Care ha un solo protagonista, Filottete, che viene interpretato da una donna, Patrizia Zappa Mulas, particolarmente intensa in questo ruolo.
Filottete aspetta il suo turno in una sala d’attesa ospedaliera, ma è condannato a rimanere per sempre secondo mentre ‘dentro’ c’è l’altro Filottete, l’eroe del mito greco, piagato in modo irrimediabile. Il dramma è la cronaca di questa attesa eterna, parabola della condizione di ogni uomo, dai tempi omerici a quelli di Internet, che si domanda in che misura un dio abbia già deciso la sua sorte
La regia, firmata da un Giancarlo Cauteruccio al massimo della forma, mette a fuoco il rapporto tortuoso dell’uomo contemporaneo con la propria carne: “è fatta di acqua e sale questa nostra carne che invade le autostrade, questa carne che in espansione o in sottrazione ci rende obesi o scheletrici, questa carne che urla il dolore del destino di ognuno di noi” dice il regista.
E acqua e sale sono i semplici elementi che costruiscono l’allestimento scenico, degno di una Biennale: cerchi concentrici che isolano la protagonista nell’ossessione del proprio dolore. Sullo sfondo del dramma si muove un mondo di traffici internazionali che trasportano carne da macello, quella destinata alle catene di fast-food, icona di una cultura del tempo accelerato che, ciecamente, cerca di mettere da parte la sofferenza.
L’irrompere della musica di Giovanni Sollima, vero cross over della ricerca musicale internazionale, riporta alla visione classica dell’arte mimetica del teatro come catarsi. La performance dal vivo della Giovanni Sollima Band si incunea nello spettacolo con forza da protagonista. Gli assoli del violoncello parafrasano i monologhi dell’attrice; le elaborazioni di suoni registrati negli ospedali palermitani, con innesti di testi scientifici oncologici e rumori meccanici, simili a robotiche lamentazioni, irrompono come una manifestazione delirante della sofferenza fisica.
Bang Bang/in Care è stato rappresentato ai Cantieri Culturali alla Zisa, a Palermo, nell’ambito della V edizione del Progetto Amazzone, manifestazione che con cadenza biennale mette in atto una partecipazione multidisciplinare nella lotta contro il cancro.
pietro gaglianò
spettacolo visto il 16 novembre 2004
Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…