Categorie: arteatro

arteatro_contaminazioni | Masque Teatro | Bologna, Teatri di Vita

di - 13 Febbraio 2006

Un’architettura fatta di ferro arrugginito, acciaio, fango e filo spinato ospita i corpi seminudi degli attori di Masque Teatro. La compagnia romagnola, i cui membri fondatori Catia Gatelli e Lorenzo Bazzocchi, rispettivamente sociologa e ingegnere, si è contraddistinta fin dai primi anni Novanta per una tensione verso la materia e l’atto scenico del costruire. Anche in questo ultimo lavoro, Il ragazzo criminale -presentato nella stagione invernale dei Teatri di Vita di Bologna- la scena è completamente occupata da una struttura abitativa, una macchina scenica su due piani, composta da celle e da un cortile immaginario. Ciò che s’impone allo sguardo, più che la rappresentazione di una prigione vera e propria, è l’evocazione di possibili luoghi di reclusione, mentale, fisica e spirituale. Qui, separati da tre livelli di filo spinato, i corpi si muovono in una quasi totale solitudine, intrecciando una partitura muta di gesti provocatori in bilico tra una sensualità mai risolta e un’attitudine sadica: una donna usa del rossetto per tracciare una croce sulla propria coscia, un’altra fa pipì in terra, un uomo si spoglia e, nascosti i genitali tra le gambe, si infila rose rosse nel pube.
L’ impeto che sorregge i gesti, la nudità dei corpi esposti, la loro dimensione forzatamente erotica si trasforma, sotto il peso dell’isolamento -di fatto solo immaginato- in autoerotismo, e quindi in una forma di compiacimento. Mentre il riferimento alla violenza cieca della coppia di serial killer descritta da Rainer Werner Fassbinder in Pre-paradise sorry now sembra porsi solo come antefatto rispetto all’azione scenica, questo compiacimento autoerotico ci riconduce, molto più chiaramente, alla scrittura caustica di Jean Genet, al suo testo scritto per la radio e mai messo in onda Il giovane criminale.

Qui, lo scrittore francese polemizzava contro l’atteggiamento paternalistico della classe borghese, che avrebbe voluto fare di ogni minorenne chiuso in riformatorio un individuo da redimere. Egli rivendicava una loro, e una propria in quanto anch’egli ex minorenne recluso, autonomia e superiorità ideologica e spirituale. Nelle sue parole il giovane, che ha commesso il delitto, insegue il rigore, l’eroismo a tutti i costi, il male quale estrema opposizione alla mediocrità e al conformismo borghese. Ecco quindi che i corpi in scena si mostrano fieri a chi li guarda e sembrano davvero muoversi sul filo delle parole genettiane “saremo la materia che resiste, senza la quale non ci sarebbero artisti”. La pratica della scena, talvolta correndo il rischio di un eccessivo ripiegamento su sé stessa, si confonde con quella della vita: il rigore, celebrato dal giovane criminale, è anche quello che da sempre contraddistingue la compagnia forlivese, la resistenza del recluso è anche quella di un gruppo che non ha mai scelto di inoltrarsi per sentieri facilmente percorribili.

link correlati
www.masque.it
www.ecn.org/filiarmonici/genet.html

giorgia sinicorni
spettacolo visto il 21 gennaio 2006


masque teatro – Il ragazzo criminale
ideazione e regia: Lorenzo Bazzocchi
suoni e luci: Red, Andrea Basti, Lia Pari
scene: Eleonora Sedioli, Lia Pari, Maria Cossu, Andrea Basti
con Federica Cangini, Eleonora Sedioli, Caterina Cidda,
Lorenzo Bazzocchi, Maria Cossu, Catia Gatelli
Teatri Di Vita – via emilia ponente 485 – Bologna
Tel. 051.566330 –
www.teatridivita.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • Sono bravissimi, folli e geniali! Auguro loro di diventare presto la risposta italiana alla Fura dels Baus

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Torino renderà omaggio a Marisa Merz con una grande mostra in tre musei

Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM uniscono le forze per una grande mostra diffusa dedicata a Marisa Merz, in…

4 Giugno 2026 9:48
  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50