Categorie: arteatro

arteatro_interviste | MK / Sostanzasonora e Tourism

di - 18 Gennaio 2007

MK da quindici anni è sinonimo di ricerca totale “autodidatta” sul corpo, sul movimento, sul suono, sull’interazione tra problematiche scientifiche, filosofiche e sceniche. Un progetto nato nel 1992 dall’ex cantante post punk Michele Di Stefano e costellato di riconoscimenti: il premio Danza&Danza per il Contemporaneo nel 2000, la partecipazione ai più importanti festival nazionali e internazionali (Teatri 90, Santarcangelo dei Teatri, Dies de dansa, TRAFO) fino all’ultimo lavoro commissionato dalla Biennale di Venezia nel 2006 inerente l’indagine neuroscientifica sul movimento corporeo: Tourism. Qui il principio d’indagine è la conoscenza come atto capace di creare un habitat, una realtà parallela, un’alternativa. Ma Tourism nasce mentre il gruppo è già impegnato nell’ultimo progetto, Sostanzasonora, avviato con la formazione italo-francese ESC nel 2004 e finalizzato alla ricerca della qualità vibrazionale del corpo in relazione alla sostanza-suono. Come hanno dialogato queste due ricerche incrociate nello sviluppo di Sostanzasonora? L’abbiamo chiesto a Michele Di Stefano…

Tourism, l’ultimo lavoro coreografico presentato su commissione della Biennale di Venezia nel luglio 2006, è nato come una parentesi del progetto Sostanzasonora. Come si inserisce all’interno del vostro ultimo work in progress?
Tourism apre altre questioni. Con Sostanzasonora volevamo indagare la drammaturgia della presenza di un performer che entra ed esce dalle azioni sceniche, e concentrarci su quei momenti di accesso, di abbandono dell’immagine del personaggio, in cui il corpo diventa una specie di vibrazione. Ritmicamente si tratta di appoggiare lo spettacolo a questa specie di pulsar che continua a vibrare, mentre i corpi entrano ed escono da una falsa traccia che è la cronologia dello spettacolo.

Da qui il vostro interesse a lavorare sul tempo, sul timing del corpo nell’ambiente…
In realtà in Real Madrid, il primo spettacolo del progetto Sostanzasonora, abbiamo iniziato un lavoro sul tempo non lineare producendo degli spostamenti meno ordinati, avanti e indietro all’interno della performance. Quell’esperienza era basata formalmente sull’idea del catalogo, dell’elenco.

Come siete passati da Real Madrid a Tourism?
Siamo approdati di colpo alla ricerca di Tourism. Il passaggio tra i due lavori è ancora molto ambiguo. Sicuramente c’è un’idea dell’atto, della danza come un’azione di apprendimento in tempo reale che, in qualche modo, è legata a quella condizione del performer che entra ed esce dall’immagine.

In questa danza come apprendimento in tempo reale la situazione dei performer non è quindi una scrittura totalmente fissata…
Quando scegli di lavorare sull’intermittenza delle significanze nel tempo, il performer ha a disposizione dei contenitori che hanno le pareti molto sensibili e ciò richiede una concentrazione mostruosa. Perché in realtà stai controllando dei precipitati, delle densità che devono scontrarsi con quelle degli altri e insieme dar forma all’ambiente dello spettacolo. Per cui è come se in realtà loro fossero all’interno di un’esattezza veramente clamorosa.

Come contribuisce il suono a creare questa esattezza “clamorosa”?
È una questione di densità. Possiamo sentire il suono come una materia e valutarne le sue caratteristiche in termini vibrazionali, la sua capacità di penetrazione, di riverbero, di risonanza. Sono tutte immagini che sono interessato ad applicare anche nella materia corporea: se il corpo riesce ad allagarsi internamente oppure a spostare completamente lo spazio dell’azione in una dimensione molto più sospesa, tutto questo entra in relazione con la materia del corpo.

Quale costellazione di concetti entra in Tourism e in Sostanzasonora?
L’idea è molto legata al concetto di significanza, di un senso che stenta sempre a rapprendersi. Si tratta sempre di arrivare alla soglia di una possibile significanza ma che non si posa mai. Si ha la sensazione immediata che quell’approdo in realtà è l’inizio di un momento successivo ed entrambi i progetti sono costruiti su questa sensazione di continuo rinvio.

Cosa ha aperto di nuovo Divano Occidentale nell’ambito del progetto Sostanzasonora?
C’è innanzitutto, nel titolo, la presa in prestito dall’opera di Goethe, e poi in scena quello che vedi è proprio un divano che zavorra tutta la seduta coreografica. Diwan, che era un convegno oppure una raccolta di poesie o di canzoni, contiene in sé questo senso di chiamata a raccolta, che caratterizza i lavori di Sostanzasonora. Chiamata a raccolta di una serie di cose che devono essere dispiegate sul tavolo, sotto forma neutra di elenco alfabetico in cui sviluppare delle possibili intromissioni ed estromissioni del corpo nella performance. Non a caso abbiamo scelto di avvicinarci in maniera rischiosa a un certo tipo di figurazione erotica proprio perché in quella tensione immediatamente riconoscibile di presenza sarà interessante pescare lo strumento, la capacità di spostarsi da quel piano per rendere vuote anche quelle immagini ultradense.

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The Last, a Siracusa
link correlati
www.mkonline.it
www.es-crew.net
www.astratticontatti.com

alan mauro vai
arteatro è una rubrica a cura di piersandra di matteo


Festival CONSENSOCONTATTO
rassegna di danza contemporanea edizione 2006
Organizzazione: Astratti Contatti Assoc. Cult.
Divano Occidentale, progetto sostanzasonora
produzione MK – ESC electro-acoustic synthesis crew
Santarcangelo dei Teatri – festival Enzimi – l’Arboreto Mondaino
in collaborazione con Xing – Ass.cult.Mosaico – Spazio Tadini.
con: Philippe Barbut, Biagio Caravano, Laura Scarpini & guests
suono: Starfuckers da “Infinitive sessions” dbk 102
regia: Michele Di Stefano

[exibart]


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