Categorie: arteatro

arteteatro_contaminazioni | Balletto Teatro di Torino – Jeu d’ecarts

di - 14 Febbraio 2005

Danza, musica e vj set. Come dire un’opera d’arte totale, che ricerca non tanto il wagneriano convergere in un’unica sintesi dei diversi linguaggi artistici, ma un gioco combinatorio dei vari elementi in una poetica dalla struttura contrappuntistica. Vicina, per esempio, a quella elaborata dal fortunato binomio Balanchine-Stravinsky. Proprio dal loro Jeu de cartes, del 1937, è mutuato il titolo di questo lavoro di Matteo Levaggi: e non solo il titolo, se egli afferma di aver ricercato un linguaggio “totale”, che “prende, ruba, da tutto e da tutti”, spiega.
Atmosfere sonore gelide, sintetiche, accompagnano le immagini di un video che presenta una natura pre-storica, ancora vincolata alla dimensione del mito, avvolta in se stessa come un ouroboros. Lo sguardo striscia tra campi innevati e sorvola foreste secolari mentre sul palco assistiamo a una danza che sembra evocare l’aggregarsi degli atomi in molecole o il formarsi dei sistemi planetari. E’ una coreografia che non ha bisogno di appoggiarsi a un ritmo musicale -che è del tutto assente- perché sa generarne uno da sé, rendendo in qualche modo presente l’eterno rito della creazione. La musica è appunto priva di ritmo e di melodia, un’onda lunga aspramente noise, che pare dar voce al sofferto passaggio dall’inorganico all’organico, dal caos al kosmos. Quando poi le immagini del vj set ci mostrano paesaggi post-industriali dove i tralicci dell’alta tensione fanno da contraltare agli alberi maestosi visti alcuni frame prima, i ballerini entrano in scena con costumi futuristici e minimali.
Il raffreddamento estetico del nuovo paesaggio suburbano mantiene immutata quella vitalità che già caratterizzava la prima parte dello spettacolo e che Levaggi esprime evitando “contrazioni e piegamenti troppo audaci del busto” in favore di “una forte spinta del bacino che muove tutto il corpo e che dà al movimento un senso di altezza come se si dovesse stare sempre a galla”. Un movimento che ricorda la linea serpentinata della pittura manierista e delle fiammeggianti figure di El Greco.

Gli elaborati giochi di luce intervengono su uno spazio costruito da architetture imponenti quanto essenziali, che ingabbiano i protagonisti dello spettacolo, quasi costringendoli alla comunicazione. I danzatori infatti sembrano dialogare fra loro scambiandosi di tanto in tanto un abbraccio o scostandosi delicatamente. Il video sulla destra della scena ci offre un punto di fuga con immagini prese da un treno in corsa e -nonostante gli interventi del motion graphics– lo sguardo conserva una vocazione fortemente narrativa. Mentre è il balletto a sublimare nell’astrazione espressioni archetipe dell’umano.

luca vona


Balletto Teatro di Torino- Jeu D’ Écarts
Coreografia Matteo Levaggi
Musica Kim Cascone, Scanner, Forcefield
Impianto scenico Sara Giammello
Disegno luci Enzo Galia
Visuals KIDDDZ (Nadia Zanellato e Andrea Daddi)
Costumi Manuela Dello Preite www.ballettoteatroditorino.it

[exibart]


Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Coniglio, simbolo pasquale e icona pop

Secondo Herman Hesse, «dove animali più nobili si estinguono, vince il coniglio, che non ha pretese, vive contento e continua a riprodursi all’infinito».…

5 Aprile 2026 0:02
  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quattro artisti contemporanei rileggono La Crocifissione di Hans Memling

In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…

4 Aprile 2026 14:30
  • Mostre

Nel mondo di Tina Dion, dove l’immagine porta le tracce del rimosso

L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…

4 Aprile 2026 12:30
  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30