Categorie: arteatro

TEATRO

di - 22 Gennaio 2018
I Rimini Protokoll, felice scoperta di Zona K, stavolta ci propongono un’installazione. A teatro. Full stop.
La prima volta ci hanno coinvolto in un fenomenale giro di Milano, dal Monumentale al Fatebenefratelli, guidati da cuffie wireless. La seconda volta in un – molto buonista – gioco di società sull’Europa ospitato nelle case di malcapitati partecipanti in buona fede, tra cui la sottoscritta. E ora il Piccolo hanno presentato un “teatro senza attori”.
Stanza ovale, sul soffitto un mappamondo proiettato s’illumina in un punto diverso ogni volta che una persona muore, una ogni dieci secondi circa, e penso ai lavori di Garutti.
Otto stanze si aprono e si chiudono per otto minuti ciascuna, alla fine di un conto alla rovescia.

Puoi scegliere quella che vuoi, entri con chi capita, tuttavia numero chiuso: max 6, max 4, max 8, ascolti un audio, vedi un video, fai quello che ti dicono e alla fine del conto alla rovescia, tutti fuori. Si parla di morte e di eredità in tanti modi diversi, antropologia docet, c’è addirittura il lascito di una ricca signora ebreo-tedesca che vuol salvare il mondo a partire dagli artisti africani. Grazie a lei avranno da spendere due milioni di euro in trent’anni, mica male. Poi c’è la storia triste, strappalacrime direi, di un padre terminale che ci fa vedere i video delle vacanze con sua figlia. Il video è inteso per lei più che per noi. Quella leggermente più frizzante di un papà ingegnere che fa il base jumper – si butta giù dalle montagne aprendo il paracadute solo alla fine – la domenica e ogni volta la figlioletta di 8 anni lo abbraccia stretto stretto. C’è lo scienziato inglese che si domanda che senso ha vivere se poi ci viene l’Alzheimer, l’immigrato turco che segue la bara che lo porterà in Turchia e ci mostra anche il cimitero in cui verrà seppellito tra mammà e papà. Da notare che i musulmani non usano le bare, ma avvolgono le salme in lenzuoli e i loro cimiteri sono gratis, dopotutto di terra si tratta. Non ve li racconto tutti sennò è spoiler.
Che dire, a noi frequentatori assidui dell’arte contemporanea piacerebbe entrare e uscire a piacere, seguire un po’ meno istruzioni e limitare le dosi d’antropologia, che peraltro ora va per la maggiore. Per chi invece va spesso a teatro a vedere grandi regie e drammi estremi, potrebbe essere una boccata d’aria. De gustibus.
Marcella Vanzo

Articoli recenti

  • Mostre

“La Geometria della Grazia”: il rigore architettonico e il glamour senza tempo di Horst P. Horst

Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…

15 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterĂ  l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • AttualitĂ 

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identitĂ  di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51