Categorie: arteatro

TEATRO

di - 26 Marzo 2019
Un padre. Uno e trino. Nel corpo di un solo attore (che è peraltro anche il regista, cioè Mario Perrottra) tre padri, diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica e condizione lavorativa, che si alternano sul palco in un flusso ininterrotto di storie, intrecciate tra loro. Così diverse, eppure così simili. Accomunate dall’incomunicabilità ormai dilagante tra genitori e figli. A distinguere i tre genitori intervengono il dialetto o l’inflessione, e la bravura dell’interprete, capace di far apparire corpi diversi, ora mesti, ora grassi, ora tirati e severi, giocando unicamente sulla gestualità o la postura. Senza ricorrere a travestimenti. Al massimo una sola giacca o una camicia, a rafforzare le diverse personalità.
Tre uomini completamente diversi, ma tutti e tre di fronte a un muro: la sponda del divano o la porta di una stanza che li separa dal figlio, ognuno il suo. I figli adolescenti sono dunque gli interlocutori disconnessi di questi dialoghi mancati, l’orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, smussano le loro differenze per ricomporsi in un’unica figura.
È lo sguardo sul presente di Perrotta, accompagnato nella drammaturgia da Massimo Recalcati, per indagare quanto profonda e duratura è la mutazione delle famiglie definite “millennials” e quanto di universale, eterno, resta ancora. In uno spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, divenuto subito una trilogia (In nome del padre, della madre, dei figli) di cui è in scena ora il primo atto. Quello dei padri, appunto. In un tempo che rappresenta “il tempo del tramonto dei padri”, secondo Recalcati. Dove la loro rappresentazione patriarcale che li voleva come bussole infallibili nel guidare la vita dei figli o come bastoni pesanti per raddrizzarne la spina dorsale si è esaurito irreversibilmente. Nella “evaporazione del padre e di tutti i suoi simboli”, in cui ogni esercizio dell’autorità è vissuto con sospetto e bandito come sopruso ingiustificato. E’ qui che i padri smarriti si confondono coi figli: giocano agli stessi giochi, parlano lo stesso linguaggio, si vestono allo stesso modo. Facendo collassare quella differenza simbolica tra le generazioni a cui tutti eravamo abituati. E che rende oggi più difficile essere padri. E genitori. Ma anche figli. Da qui la necessità di ricorrere a una trilogia. Ne Il nome del padre, in scena nei vari teatri della Penisola, Perrotta propone il linguaggio dell’arte – e in questo caso, quello del teatro – per dare un contributo essenziale a cogliere l’evaporazione della figura tradizionale della paternità, e il difficile transito verso un’altra immagine – più vulnerabile ma più umana – di padre della quale i nostri figli – come accade a Telemaco nei confronti di Ulisse – continuano ad invocarne la presenza.
Alessio Crisantemi

In nome del padre
uno spettacolo di Mario Perrotta
consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati
con Mario Perrotta
regia, scene e luci Mario Perrotta
collaborazione alla regia Paola Roscioli
costumi Sabrina Beretta
produzione Teatro Stabile di Bolzano
@https://www.twitter.com/AleCrisantemi

Nato nel 1980, è appassionato di arte, con particolare propensione per quella figurativa, collabora con Exibart dal 2008. Nonostante la formazione self-taught nel campo dell'arte, si è affermato nel tempo come esperto di pittura, partecipando alla giuria di numerosi concorsi e collaborando come corrispondente di arte e cultura per varie testate. Tra i vari incarichi per Exibart, cura oggi la rubrica Case ad Arte dedicata alle dimore degli artisti in Italia e all'estero.

Articoli recenti

  • Musei

Lorenzo Balbi sarà il nuovo direttore della rete dei Musei di Verona

Dopo quasi dieci anni alla guida del MAMbo, Balbi termina l'incarico bolognese passando alla guida della articolata rete museale di…

14 Maggio 2026 19:57
  • Bandi e concorsi

Nuovi pittori italiani a Londra: aperta la call Artist in Residence 2026

Artist in Residence 2026: ancora pochi giorni per candidarsi al programma di residenza promosso da Camberwell College of Arts, University…

14 Maggio 2026 17:20
  • Mostre

Tutto l’oro di Georg Baselitz. I suoi ultimi lavori in mostra alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia

Alla Fondazione Giorgio Cini Eroi d’Oro ripercorre gli ultimi lavori realizzati da Georg Baselitz prima della sua morte. La mostra,…

14 Maggio 2026 16:30
  • Mostre

Giuseppe Stampone in mostra alla Prometeo Gallery con “Saracinesche”

La mostra di Stampone, aperta fino al 29 maggio presso la galleria milanese, è accompagnata da un testo critico di…

14 Maggio 2026 16:30
  • Progetti e iniziative

Con MOUE Festival, il design “fuori fuoco” torna ad attraversare Foggia

Entra nel vivo la seconda edizione di MOUE, il Festival della Grafica Sociale che anima Foggia con mostre, laboratori, talk…

14 Maggio 2026 15:35
  • Mercato

Inizia TEFAF New York 2026: opere da museo, pezzi unici e grandi mercanti internazionali

Da un capolavoro di Cecily Brown da $ 4 milioni, fino alla coppia di vasi in gesso realizzati da Alberto…

14 Maggio 2026 14:45