Categorie: arteatro

TEATRO

di - 27 Settembre 2017
Il cielo si spegne, Milano si accende, la galleria, il Duomo, la struttura al Neon di Fontana, il rumore, insopportabile. Il canto e la sua negazione, è Censor, suono e fracasso, voce e baccano, chi canta e chi vuole impedirci di sentire. Una pentola piena di chiodi, le mani che l’agitano, il caos. Abuso di potere, un’allegoria che torna più volte durante la serata.
Huddle, folla, calca. È una scultura in moto, è danza scultorea, un corpo slitta sugli altri, lentamente si erge, lentamente scivola via. È un mantra: l’uno e il tutto si alternano e si fondono. Braccia, gambe, colore, corpo, spazio incluso, spazio escluso, abbracci, protezione, contatto. Simone Forti parla di dare e ricevere supporto e ci fa vedere come.
Simone Forti, Sleepwalkers foto Masiar Pasquali
Cloths: i tre telai neri attivati da performers nascosti, non riesco a non vederli come tre schermi più audio. L’atto crea l’estetica, canto e musica si alternano a una sequenza di tessuti colorati e poi back to black.
Sleepwalkers è incanto: tic, sonno, zampe, code, becchi, ciondolare, dondolare, cominciare a camminare, movimenti rallentati, una lentezza perfetta, il respiro, lo stesso che anima uomini e bestie.
Milano inscatola la performer in una scenografia perfetta, mentre l’arabesco di luce irriverente ed eterno riflette senza smettere quelli che si muovono dentro, quelli che si muovono fuori.
Marcella Vanzo
Marcella Vanzo, nata nel 1973 a Milano, dove vive e lavora. Formazione in antropologia e belle arti, Vanzo lavora con video, installazioni e performance. Esamina tutte le dimensioni dell’essere umano, dal sociale al mitico, dall’emotivo al politico. Nel suo lavoro la realtà e la fiction si intrecciano in una stretta trama che si interroga sulla rappresentazione del mondo quotidiano. Il suo lavoro è stato mostrato a Manifesta11, Centre Pompidou, 2015; Biennale di Praga 2011; Performa 09; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Walker Art Center, Museo Reina Sofia, Galleria Continua.

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