Categorie: Arti performative

Il gioco dell’identità, all’Osservatorio Prada

di - 20 Febbraio 2022

Penombra, atmosfera onirica, foto e video di cose che si fanno al posto della realtà. Performances. Messe in scena. Il confine resta sempre il problema, dentro la testa di chi fa, dentro la testa di chi guarda, i confini dell’opera d’arte, i confini dello spazio espositivo. E una volta fuori la realtà, quella che poi entra nell’opera.

Cosa fanno i cosplayers a casa? In che appartamenti vivono? Che realtà creano?
Quella della tele accesa sui personaggi che impersonano mentre la sorellina gioca col telefono stravaccata sul divano o mentre succhiano ramen con gli occhi fissi sullo schermo che li proietta.
Una Cina troppo costruita assomiglia molto a certi tratti di Puglia e Calabria, poi all’improvviso i grattacieli le gru e i mantelli d’oro. Le parrucche. Le vorrei tutte.
I cosplayers sono supereroi zitti. Corrono e si inseguono, posano. Ma dentro di sé, che dicono?
Prestano il loro corpo a personaggi immaginari e poi? Vivono a discapito della realtà o contro la realtà. Quale?

Bogosi Sekhukhuni, Consciousness Engine 2: absentblackfatherbot, 2014, dual channel video installation, Credits: Foxy Production

Altro lavoro: come si parlano padre e figlio? Un figlio abbandonato dal padre precisamente. Che chatta con lui via Facebook e fa del risultato un’opera d’arte su due schermi che si confrontano ma non si toccano.

Anche la performance di cui sono spettatrice mixa reale e virtuale. Lo schermo riporta una chat adolescenziale fatta di amore e odio tra amiche. Poi le stesse arrivano, sono un gruppo musicale e ballano e dondolano e dondolano e ballano, le lyrics identiche alla chat sullo schermo.

Beatrice Marchi, Never Be My Friend, 2014, sound 10’16”, Courtesy the artist and SANDY BROWN, Berlin

Qui all’Osservatorio Prada ci si dedica molto alla confusione tra realtà, come potremmo chiamarle, analogiche e virtuali? Naturali e artificiali?

Ho visto mostre molto dettagliate su bambole gonfiabili quasi umane e sullo sviluppo di realtà virtuali e sistemi di controllo sempre più sofisticati. Sugli effetti che queste relazioni ibride hanno su di noi che per il momento siamo ancora quasi tutti umani. Catturano la mia attenzione un paio di video. Donne che girano per New York mascherate ma topless. Molto molto divertente. Quasi un esercizio da proporre ai miei studenti.

Haruna Sakaguchi and Griselda San Martin, Typecast Project, 2019, Courtesy of the artists

E un altro in bianco e nero, racconta il ratto di Europa, un mix di mitologia e sfruttamento del gentil sesso presentato come un’animazione dal vivo, non aggiungo altri spoiler. Mentre un terzo video alterna ritratti di attori che interpretano i ruoli affibbiatigli per la loro identità etnica e poi quelli che invece vorrebbero. Più antropologia che poesia.

Ho omesso volutamente nomi degli artisti e titoli dei lavori perché prevalesse l’atmosfera densa, claustrofobica e freddamente magmatica che questa mostra porta alla luce. Interrogandosi sul surrogato, sulla vita in contumacia che ci capita di vivere sempre più spesso, sull’ibridità di esperienze e sentimenti, che nonostante rimangano gli stessi – umani troppo umani direbbe Nietsche – ora trovano una pletora di maniere per affrontare, avvicinarsi, oltrepassare questa barriera dove mancano (sensazione personale), aria e luce.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Stare insieme, fare insieme. Nuêter come opera pubblica

Promosso dai Comuni di Albinea, Canossa e Quattro Castella con il contributo della Regione Emilia-Romagna, Sconfinamenti è un progetto biennale…

17 Gennaio 2026 0:02
  • Mostre

Le polaroid di Luigi Ghirri in mostra per la prima volta al Pecci di Prato

Fino al 10 maggio 2026, il Centro Pecci di Prato ospita una selezione di polaroid realizzate da Luigi Ghirri tra…

16 Gennaio 2026 19:25
  • Design

Swatch presenta una nuova collezione ispirata ai capolavori del Guggenheim

Swatch lancia una nuova collezione di orologi in collaborazione con il Guggenheim di New York e la Peggy Guggenheim Collection…

16 Gennaio 2026 17:30
  • Progetti e iniziative

Le opere d’arte dialogano con l’Intelligenza Artificiale, in un nuovo podcast

Bellezza che Chiama: un nuovo podcast sperimenta il dialogo tra arte e intelligenza artificiale, mettendo alla prova critica, interpretazione e…

16 Gennaio 2026 15:54
  • Arte contemporanea

Con la sua pittura, Nicola Verlato dà forma al mito: intervista all’artista

La mitologia classica, gli eroi contemporanei, la disfida con le macchine, tutto vive nella pittura di Nicola Verlato: l’abbiamo raggiunto…

16 Gennaio 2026 14:30
  • Mercato

Phillips mette all’asta i capolavori silenziosi di Vilhelm Hammershøi

Provengono dalla collezione dell’Ambasciatore John L. Loeb Jr, vale a dire la più importante raccolta privata di arte danese. Saranno…

16 Gennaio 2026 13:59