Giornalista d’arte di lunga esperienza ma anche artista e ideatore e curatore di tanti progetti ed eventi culturali, Paolo Manazza si è spento a 65, a causa di una grave malattia. La notizia è stata riportata da ArtsLife, rivista online d’arte contemporanea fondata dallo stesso Manazza.
Nato a Milano nel 1959, Manazza ha saputo intrecciare una brillante carriera nel giornalismo d’arte, collaborando con testate di rilievo come L’Espresso, La Stampa, La Repubblica e Il Corriere della Sera, per il quale aveva contribuito alla realizzazione di una copertina NFT per La Lettura. Nel 2004 aveva fondato ArtsLife, inizialmente ideato come strumento di supporto per gli studenti della cattedra di Teoria e pratica della multimedialità nell’arte dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dove aveva insegnato.
Nonostante la lunga esperienza come critico e giornalista, Manazza si è sempre definito prima di tutto un pittore. Avvicinatosi alla pittura astratta grazie all’influenza di Willem de Kooning, ha saputo fondere tradizioni dell’Informale americano, italiano e francese, sviluppando uno stile personale basato su una tavolozza dominata da tonalità di rosa, un colore che per lui era quasi un mantra. Eppure, solo nel 2008 aveva presentato ufficialmente il proprio lavoro artistico, con la mostra personale ViceVersa alla Fondazione Maimeri, in cui ironizzava sul suo ruolo di critico trasformando alcuni artisti italiani in critici per un giorno.
Manazza è stato anche un abile organizzatore culturale. Nel 2016 ha fondato WopArt – Work on Paper Art Fair a Lugano, dedicata alle opere su carta, anticipando il crescente interesse del mercato per questo segmento artistico.
Tra i riconoscimenti ricevuti, spicca l’onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, conferitagli nel 2005 dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Negli ultimi anni aveva ridotto il suo impegno nel giornalismo per concentrarsi interamente sulla pittura.
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