Categorie: Attualità

Dalle carrozze alle automobili e ritorno. Una riflessione sul nuovo tempo

di - 21 Maggio 2020

All’inizio del Ventesimo secolo per una ventina d’anni sulle strade italiane circolavano insieme molte carrozze e qualche automobile, chiamata “carro-automobile”, creando paura e scompiglio. Le carrozze erano estetiche, silenziose e tranquille, mentre le auto rumorose e puzzolenti: alla fine della Prima Guerra Mondiale apparve evidente a tutti che le automobili avevano vinto la battaglia, sconfiggendo per sempre il cavallo, che da secoli e secoli aveva offerto all’uomo un mezzo di trasporto sicuro e affidabile. Una rivoluzione all’insegna della velocità e del progresso, dove “Un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia”, secondo le parole di Filippo Tommaso Marinetti.

Alfa Romeo G1, anni ’20

Carrozze o automobili: quale forma per il futuro?

Il lockdown causato dal Covid19 è durato 60 giorni e non vent’anni. Dopo l’arresto forzato dell’intero pianeta, ci stiamo riaffacciando in un mondo del tutto nuovo, dove impera la lentezza, la paura, l’ansia, l’incertezza verso un futuro che stenta a prendere forma. Ci comportiamo come i cocchieri delle carrozze, increduli del fatto che le automobili, così rumorose e puzzolenti, avrebbero conquistato le strade. Anche loro, come noi, dicevano davanti alle nuvole di polvere alzate dalle ruote: “Non è possibile! Tutto tornerà come prima!”.

Purtroppo la storia ci insegna che non si torna mai indietro. Ogni cambiamento radicale, causato da guerre, epidemie, rivoluzioni o cataclismi lascia un profondo segno nella mente degli esseri umani, modificando mentalità, comportamenti, desideri e progetti. Tutti speriamo che le cose tornino come prima, ma sappiamo che non sarà così: per lungo tempo nessuno pagherà per assistere a un evento in mezzo a una folla di sconosciuti, ma lo farà solo in una situazione protetta, con poche e selezionate persone che conosce.

Che stiano per tornare le carrozze?

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