Elmo di Cotofenesti
La tranquilla città di Assen, nei Paesi Bassi, è stata sconvolta sabato mattina, quando dei ladri hanno fatto irruzione al Drents Museum, rubando quattro preziosissimi manufatti in oro e argento esposti nella mostra Dacia – Regno dell’oro e dell’argento. Tra gli oggetti sottratti, il celebre elmo d’oro di Cotofenesti, considerato il gioiello della collezione, e tre braccialetti d’oro, simboli dell’antica civiltà dei Daci, che prosperò nell’attuale Romania fino alla conquista romana del 106 d.C. In particolare, l’Elmo di Cotofenesti, risalente alla metà del V secolo a.C. e appartenente con ogni probabilità a un re-sacerdote, era stato esposto anche in Italia, nel 2023, per la mostra Dacia. L’ultima frontiera della Romanità , ospitata nelle Aule delle Terme di Diocleziano, a Roma.
La rapina, avvenuta nelle prime ore del mattino, ha lasciato la comunità culturale profondamente scossa. Secondo quanto riportato dal direttore del museo Harry Tupan, i ladri hanno fatto esplodere una finestra per accedere alla sala espositiva, causando danni significativi alle teche. Nonostante la presenza di misure di sicurezza aggiuntive apprestante appositamente per la mostra, nella sala espositiva non erano presenti guardie, anche se tutto è stato registrato dai sistemi di sorveglianza.
La mostra, giunta al suo ultimo fine settimana, presentava oltre 600 oggetti in oro e argento provenienti da 15 musei rumeni. Per la Romania, questo furto rappresenta una perdita devastante: molti dei manufatti rubati, come l’elmo di Cotofenesti, erano simboli insostituibili del patrimonio nazionale e non erano mai stati esposti al di fuori dal Paese. I tesori dei Daci, che includevano gioielli cerimoniali e oggetti religiosi risalenti al II millennio a.C., raccontano la storia di una civiltà unica, le cui influenze si riflettono ancora oggi nell’identità culturale della regione.
Bracciale daco di Sarmizegetusa Regia, 50 a.C., Museo di Storia Nazionale della Romania. (Foto: Ing. Marius Amarie)
Le autorità olandesi, coordinate dal Public Prosecution Service, stanno collaborando con Interpol e altre agenzie internazionali per risolvere il caso. Un’auto sospetta è stata ritrovata in fiamme poco dopo il furto ma i ladri sembrano essere fuggiti su un altro veicolo. La polizia ha chiesto ai residenti locali di fornire filmati di sicurezza risalenti al momento dell’esplosione e ha esortato i visitatori del museo a segnalare qualsiasi attività sospetta nei giorni precedenti il furto.
Secondo lo storico dell’arte Arthur Brand, soprannominato il “detective dell’arte”, questa rapina rappresenta l’ultimo episodio di una tendenza preoccupante di furti di alto profilo nei Paesi Bassi. Brand ha descritto il furto come un incubo per qualsiasi museo, sottolineando il rischio che gli oggetti in oro vengano fusi, rendendone il recupero quasi impossibile.
Questo metodo di irruzione rapido e violento, tristemente efficace, è già stato utilizzato in precedenti furti nei Paesi Bassi, tra cui l’esplosione che nel novembre 2024 ha permesso il furto di stampe di Andy Warhol da una galleria a Oisterwijk, il colpo alla fiera TEFAF di Maastricht nel 2022 e il furto del Lentetuin di Van Gogh dal Singer Laren Museum nel 2020. Nel frattempo, il Drents Museum rimane chiuso al pubblico, mentre si valutano i danni e si pianifica la riapertura.
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