Categorie: AttualitĂ 

La luce di Bianco-Valente per la Casa di Vetro di Forcella

di - 10 Novembre 2019

Affacciata alla finestra fronte strada, una signora sorride oltre le gocce di pioggia che la separano dell’ex fabbrica di vetro in via delle Zite, la cui soglia è stata appena varcata da Roberto Fico, Presidente della Camera, da Sua Eminenza Crescenzio Sepe, Cardinale di Napoli, e da Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli. La costruzione di cemento armato che occupa 600 metri quadrati al centro delle intricate vie di Forcella presenta, sul muro esterno, l’installazione del duo Bianco-Valente che recita C’è una luce che non si spegne mai, e si offre agli abitanti, ai passanti e ai turisti, con il suo carico di significati.

La luce della Casa di Vetro, nel centro poco esposto di Napoli

L’edificio, ormai dismesso, occupava spazio prezioso per la comunità, già schiacciata dall’enorme quantità di palazzi, negozi, piccoli spiazzi non sempre confortevoli, chiese, conventi, scooter, flussi di passanti, murales, rumori e odori di ogni tipo. Oggi, l’ex fabbrica di Forcella torna a rivivere grazie all’apertura de La Casa di Vetro, centro polifunzionale dedicato ai bambini e ragazzi del quartiere. L’associazione Amici di Carlo Fulvio Velardi, che da anni organizza corsi, laboratori e attività sul territorio, ha trovato, nell’edificio abbandonato, lo spazio per allestire una biblioteca, aule studio, una piccola palestra, un’aula multimediale e ambienti per le attività ludiche.

L’apertura della Casa di Vetro si inscrive nell’ambito del progetto “Forcella alla Luce del Giorno” per la riqualificazione del quartiere, ideato sul modello già applicato dall’Associazione l’Altra Napoli Onlus nel Rione Sanità. Il progetto è stato selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini e realizzato e cofinanziato da Fondazione Peppino Vismara e Fondazione BNL – Gruppo BNP Paribas.

Non dimentichiamo che Forcella è il centro ancora poco esposto di Napoli, così prossimo a quello ormai gentrificato, appena fuori dalle orbite turistiche. Qui vivono oltre 25mila persone e dimora uno dei Caravaggio più famosi e amati, Le sette opere di misericordia, nel Pio Monte della Misericordia. In questo quartiere riposa la poco conosciuta Area Archeologica di Carminiello ai Mannesi e il tasso di abbandono scolastico è pari al 30%. Questa multiforme presenza di contesti, nell’ambito di poco più di 1,02 chilometri quadrati, rappresenta una sfida per la comunità che la abita, stretta tra la presenza della Camorra e la limitata presenza delle Istituzioni.

L’opera di Bianco-Valente, realizzata dal laboratorio Mnemos di Angri, con la sua apertura a molteplici significati, si propone con la semplicità della poesia e del linguaggio comune, per cercare una interazione con gli abitanti e con le loro storie. E per ricordare che c’è una luce che non si spegne mai.

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