Si è spenta ieri a Roma Gioia Mori, storica dell’arte, curatrice di mostre e docente di storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Roma. Studiosa appassionata e riconosciuta nel panorama culturale italiano e internazionale, Mori ha saputo coniugare la passione per la storia dell’arte con una straordinaria capacità di analisi interdisciplinare, intrecciando le arti visive con la moda, il costume e la società.
Profonda conoscitrice di epoche e movimenti artistici, Gioia Mori lascia un’eredità preziosa fatta di studi e mostre: la sua carriera è stata segnata da importanti studi e pubblicazioni su Vittore Carpaccio, Carlo Crivelli, Sofonisba Anguissola, Giorgio de Chirico, Edgar Degas, Marc Chagall, Corrado Cagli, Renato Guttuso, Fabrizio Clerici, Frida Kahlo, Maryla Lednicka-Szczytt, Helen Dryden, e Luisa Casati e Tamara de Lempicka, di cui era considerata la maggiore esperta mondiale.
Negli ultimi anni aveva lavorato sull’Art Deco in Italia (Musei di San Domenico, Forlì),
sull’immagine della donna moderna negli anni Venti (Schall und Rauch. Die wilden 20er, Kunsthaus di Zurigo e Guggenheim di Bilbao), sulle artiste emigrate dalla Russia (Divine avanguardie a Palazzo Reale, Milano, 2020), sulle artiste del Rinascimento e del Barocco (Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600 a Palazzo Reale, Milano, 2021), sul rapporto tra Umberto Boccioni e la Marchesa Luisa Casati (Giovanni Boldini. Il piacere al MART, Rovereto, 2020) e sugli anni genovesi di Sofonisba Anguissola (Rubens a Genova a Palazzo Ducale, Genova, 2022).
Dal 1996 al 2007 ha diretto Art e Dossier per Giunti Editore. Nel corso della sua carriera editoriale, ha rivestito anche il ruolo di capo redattrice del sito Artonline e direttrice scientifica della serie multimediale CdRom Arte.
Il legame con Tamara de Lempicka ha segnato profondamente la sua vita professionale: il primo libro che ha dedicato all’artista polacca nel 1994 ha aperto la strada a numerose mostre internazionali: a Palazzo Reale a Milano (2006), al Complesso del Vittoriano a Roma (2011) e poi a Parigi (2013), Torino e Verona (2015), a Madrid (2018). Fino all’ultimo, Mori ha lavorato alla grande mostra, la prima mai dedicata all’artista da un museo americano, al De Young Museum di San Francisco, che in primavera sarà ospitata al Museum of Fine Arts di Houston.
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