Considerato tra gli artisti taiwanesi più influenti in patria, con la sua ricerca ispirata all’incontro tra la cultura nativa Paiwan e i cambiamenti dell’epoca contemporanea, Sakuliu Pavavaljung è stato accusato di violenze sessuali, provocando un terremoto anche dall’altra parte del mondo. Pavavaljung era stato infatti scelto per il padiglione nazionale alla prossima Biennale d’Arte Contemporanea di Venezia ma, a seguito delle accuse, il TFAM – Fine Arts Museum di Taipei, che organizza la partecipazione di Taiwan alla manifestazione, ha deciso di revocargli l’incarico.
«Il TFAM è sempre stato orgoglioso di facilitare lo sviluppo delle arti con i più alti standard professionali ed è irremovibile nell’opporsi a qualsiasi comportamento che violi i diritti personali», hanno affermato dal museo dedicato all’arte contemporanea. «Poiché la comunità artistica internazionale sta guardando con attenzione allo sviluppo di questo incidente, questa decisione è stata presa per evitare di distrarre dalla presentazione artistica del Padiglione di Taiwan». La Biennale aprirà a fine aprile e i tempi sembrano essere piuttosto stretti per nominare un altro artista e realizzare un altro progetto in tempo per quella data. Probabilmente, dunque, l’inaugurazione del Padiglione, che ha sede nel Palazzo delle Prigioni Vecchie conosciuto anche come Palazzo dei Piombi, slitterà a data da destinarsi.
In dubbio anche la sua partecipazione a documenta 15, ufficialmente sospesa mentre i fatti saranno chiariti. «La Direzione Artistica, il Team Artistico e gli organizzatori di documenta 15 rifiutano ogni forma di violenza strutturale e individuale contro le persone», si legge nello statement pubblicato anche sul sito di documenta, che dovrebbe aprire a giugno, a cura del collettivo artistico indonesiano ruangrupa. «Prendiamo molto sul serio le accuse contro Sakuliu Pavavaljung e stiamo esaminando le informazioni disponibili con attenzione e il più rapidamente possibile. Al momento stiamo ottenendo un quadro differenziato della situazione e chiediamo la vostra pazienza per poter rendere quanto prima ulteriori dichiarazioni».
I guai per Sakuliu sono iniziati a dicembre, quando un’ingegnera ha accusato l’artista di aver tentato di violentarla, in occasione di una mostra nel 2006. La donna ha raccontato di essere riuscita a sfuggire all’aggressione. Successivamente, l’artista Kuo Yu-ping ha accusato pubblicamente un artista originario di Paiwan di aver violentato una ragazza di 19 anni. Nel post pubblicato su Facebook il 16 dicembre, Kuo ha usato un nome fittizio ma i sospetti sono ricaduti subito su Sakuliu e i pubblici ministeri hanno avviato un’indagine. Sakuliu ha sempre negato con veemenza tutte le accuse. «Chiarirò le cose quando parlerò con le autorità giudiziarie della questione».
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