Categorie: biennale 2009

biennale 2009_eventi collaterali | Alberto Tadiello | Venezia, Fondazione Querini Stampalia

di - 2 Luglio 2009
Shift, il lavoro con cui Alberto Tadiello (Montecchio Maggiore, Vicenza, 1983; vive a Venezia) ha vinto il Premio Furla, è un’installazione di casse, trasformatori e circuiti elettrici che, attaccati a una presa di corrente, ne trasformano il flusso in un suono. Tadiello ne parla come di una muffa, un organismo che vive e si diffonde espandendosi in continuazione, e che in questo caso si nutre di elettricità per rimandare un fischio costante e invasivo.
Del resto, per Tadiello il lavoro nasce da una forte necessità tra opera e ambiente, che si trova descritto nella propria intima dimensione attraverso il rumore prodotto: in questo caso, l’andamento delle maree veneziane; in altri, ad esempio, il ritrarsi dei ghiacciai.
Il legame è criptico. La sua esplicitazione nel suono vive fra attimi di fastidiosa assordanza e momenti d’impercettibilità; eppure tutto ha una sua forte, dichiarata e compatta necessità, quasi come se tra i fili, le casse e la cupa e aggrovigliata presenza dei materiali si riuscisse poco alla volta a insinuare un senso poetico sottile, un aroma leggero che invade l’ambiente, fino a trasformarlo in una realtà corporale e connotata.

La difficoltà di questi lavori risiede indubbiamente nel tempo che lo spettatore può e vuole dedicare alla fruizione. Nel caso di Tadiello non si tratta di presupporre, come nell’arte cinetica e programmata, un intervento diretto da parte dello spettatore; eppure chi guarda, chi ascolta e chi sente, specialmente se posto in relazione con una sola opera, ha una responsabilità maggiore: qui non ci sono aspetti ludici e neanche la sorpresa di esiti inaspettati, perché i significati appartengono a un mondo introverso e nascosto sotto i filtri del tempo.
Come anche in Piero Fogliati, il lavoro richiama ed esplicita sottilmente una propria etica, un suo appartenere al tempo in cui vive, un suo delicato (seppur assordante) messaggio, che tuttavia – senza alcuna indicazione o aiuto – può esser colto come un semplice appiattimento verso il suono e verso un tecnicismo tecnologico esente dalla liricità che invece è in grado di suscitare.

C’è bisogno di una stanza vuota riempita di soli congegni, di uno spettatore disposto a un ascolto trasversale, un atto di responsabilità di chi organizza gli eventi (che non può prescindere da possibili impoverimenti). E specialmente c’è bisogno di tempo, perché anche un suono costante può offrire una certa quantità di racconti.

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elena forin
mostra visitata il 6 giugno 2009


dal 6 giugno al 5 luglio 2009
Premio Furla 2009 – Alberto Tadiello
a cura di Chiara Bertola
Fondazione Querini Stampalia
Castello 5252 (Campo Santa Maria Formosa) – 30122 Venezia
Orario: da martedì a sabato 10-20; domenica ore 10-19
Ingresso: intero € 8; ridotto € 6
Catalogo Charta
Info: tel. +39 0412711411; fax +39 0412711445; fondazione@querinistampalia.org; www.querinistampalia.it

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  • Luca Complimenti e sempre fedele alla linea...
    al punto e alla superficie...
    A prestoXX

  • Complimenti....bravo, giovanissimo e bravissimo.Complimenti. Peccato che sia esistito un certo Nicolai che faceva le stesse cose 10 anni fà. Comuqnue remixa nicolai e altri. Il sistema remixa lui. Il sistema è l'artista.Post-post-produzione.

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