Categorie: biennale 2009

biennale 2009_opinioni | Padiglioni di parola

di - 24 Settembre 2009
In periodi come questi, in cui pare che mantenere la parola data sia il mestiere più difficile del mondo, è quanto meno strano inoltrare simili richieste agli artisti ospitati nei padiglioni biennalieri. E invece ecco arrivare la smentita, proprio attraverso l’utilizzo azzeccato del caro vecchio linguaggio verbale.
È compito di due pilastri della ricerca linguistica applicata all’arte visiva inaugurare l’itinerario trasversale di attraversamento delle partecipazioni nazionali che ci apprestiamo a intraprendere. Uno è Öyvind Fahlström che, con le mappe illustrate visibili a Palazzo delle Esposizioni, si pone come nume tutelare delle sperimentazioni verbo-visive. L’altra è Yoko Ono, meritatissimo Leone d’Oro alla carriera, insigne animatrice di Fluxus nonché autrice di Grapefruit. Istruzioni per l’arte e per la vita, dove sono raccolte molte delle sue esortazioni.
Le parole, intese come materiale da costruzione, declinate volta per volta secondo pratiche di recupero dell’oralità o della scrittura, sono al centro dell’operato dei protagonisti nei famigerati Giardini della laguna.
Nel Padiglione serbo, la parola viene ridata ai protagonisti della videoinstallazione di Katarina Zdjelar, che intrattengono gli spettatori muniti di cuffie cantando Revolution dei Beatles. L’analisi dei processi comunicativi viene condotta attraverso un progetto relazionale che si avvale del conseguimento di un’abilità, non senza sfumature ironiche.
Lo scandire ritmico e cadenzato delle lettere che compongono il termine F-l-a-m-m-a-r-i-o-n guida la narrazione di Susan MacWilliam nel Padiglione nord-irlandese. La parola, nel caso specifico, è simbolo di un’apparizione, l’unico termine di relazione dei protagonisti del video, che nell’indagine condotta riforniscono la parola stessa di una valenza ectoplasmica.
Uno spazio completamente ridisegnato è quello che si presenta nel Padiglione tedesco. Liam Gillick si affida alle forme rigorose e funzionali del mobilio modernista, puntellate in corrispondenza dei varchi d’ingresso da tende colorate, per instaurare un dialogo con l’architettura ospitante che appare interlocutorio. Così come il testo, pronunciato da un gatto, che riempie ogni angolo. “Liam Gillick rappresenta un tipo di arte che si manifesta materialmente, ma il cui interesse principale è concentrato sulla retorica che contrassegna le sue installazioni, oggetti e scritti”, si legge nella presentazione di Nicolaus Shafhausen, e il modello del discorso è il più adatto alla formalizzazione di “contro-interrogativi” che indagano “la costruzione della storia, come pura la richiesta di utopie sociali e la loro realtà”.
Anche Pavel Pepperstein al Padiglione russo non rinuncia alla scrittura, che fa capolino in calce a tutti i suoi dipinti, raffiguranti geometrici panorami futuribili. Gli scenari necessitano della definizione e della breve descrizione che li accompagna sul medesimo supporto. Immerse nella sala buia, le opere contenute in apposite teche sono accompagnate da una colonna sonora rap composta dall’artista, dalla quale trapelano le note di Stravinskij.

Il progetto Guests di Krysztof Wodiczko è apparentemente basato sulla forza illusionistica delle proiezioni che sfondano le pareti e il soffitto del Padiglione polacco. Le vetrate così ottenute non sono però trasparenti: permettono di scorgere le figure che si muovono al di fuori, senza però consentire una visione nitida. A un tale “spettacolo” visivo si accostano le testimonianze di quegli altri a cui si rivolge lo sguardo. Le conversazioni, ricche di aneddoti ed episodi di vita vissuta, si accavallano aumentando la sensazione di una percezione sfocata.
I complessi allestimenti e le complicate installazioni tradiscono la necessità di un fiancheggiamento, esplicativo o indipendente, da parte della lingua. Che, nonostante il peso dell’età, si conferma come medium prediletto.

articoli correlati
Mondi da mettere al mondo

claudio musso


dal 3 giugno al 22 novembre 2009
53. Biennale Arti Visive
Giardini di Castello
Fondamenta dell’Arsenale – 30122 Venezia
Orario: da martedì a domenica ore 10-18
Ingresso: intero € 18; ridotto € 15
Info: tel. +39 0415218711; fax +39 0415218812; infoartivisive@labiennale.org; www.labiennale.org

[exibart]

Articoli recenti

  • Mercato

Duchamp & Company: provocazione, gioco e genio in asta a New York

Oltre cento opere – tra multipli, stampe e rarità da collezione – raccontano l’eredità di Duchamp in una vendita speciale…

3 Aprile 2026 18:37
  • Arte moderna

Klimt torna a Piacenza: il Ritratto di signora esposto alla Galleria Ricci Oddi

Il Ritratto di signora di Gustav Klimt torna alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dopo il prestito per la mostra…

3 Aprile 2026 17:30
  • Progetti e iniziative

YES, BUT: a Milano un progetto espositivo negli spazi in trasformazione

Il format espositivo YES, BUT debutterà a Milano durante l’Art Week 2026: il progetto porterà opere site specific in spazi…

3 Aprile 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Coimbra Anozero: alla scoperta di una Biennale che cresce nei luoghi e nelle relazioni

La Biennale di Coimbra torna con un progetto che si sviluppa tra architetture storiche e interventi contemporanei, mettendo in gioco…

3 Aprile 2026 13:30
  • Mostre

Al Castello di Miradolo le opere degli artisti contemporanei ricreano la meraviglia della fiaba

Isgrò, Gallizio, Fontana e non solo: fino al 21 giugno, la mostra di Fondazione Cosso riunisce opere di artisti internazionali…

3 Aprile 2026 13:16
  • Attualità

Gianmarco Mazzi nuovo ministro del Turismo dopo le dimissioni di Santanchè

Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè e l'interim di Giorgia Meloni, il Ministero del Turismo passa a Gianmarco Mazzi: il…

3 Aprile 2026 12:19