C’era una volta in un tempo lontano il Centro Videoarte del Palazzo dei Diamanti di Ferrara, poi venne il lupo… e la storia di uno dei più gloriosi centri italiani di arte elettronica finì in sordina senza lasciare dietro di sé né molti rimpianti né, cosa ancor più grave, grande memoria.
Sembra che da settembre gli sparuti orfani italiani della videoarte potranno momentaneamente interrompere i loro pellegrinaggi ai templi dell’arte elettronica europea (ZKM di Karlsruhe, Ars Electronica di Linz) per ritrovare la loro perduta patria ideale.
Le Civiche gallerie di Arte Moderna e Contemporanea inaugurano infatti il 24 settembre un progetto di rilancio del settore delle arti elettroniche con la mostra “Mario Sasso. Le città continue”.
L’esposizione tra il titolo dalla videoproiezione “Le città continue”, opera rappresentativa della poetica di Mario Sasso in cui l’artista offre allo spettatore un video-fiorilegio di evocazioni del genius locis di città come Ferrara, Roma, Siena, Torino.
Paesaggi, architetture, luci, presenze umane sono le prede preferite dello sguardo dell’artista e rappresentano il filo rosso che lega idealmente il percorso tra le opere in mostra: Foot print, video incentrato sul raffronto tra l’immagine delle città catturata dal satellite e i segni pittorici degli artisti che vi hanno lavorato; Telecamere su Roma, indagine sulla condizione esistenziale della folla nella metropoli; Omaggio a Leopardi riflessione visiva sul profondo legame tra il poeta e la sua terra.
Sasso porta con sé la matrice della sua formazione pittorica nell’esplorazione delle possibilità del mezzo elettronico; Trittico, ultima opera in mostra, rappresenta il manifesto di questo atteggiamento transmediale: come suggerisce il titolo stesso, la videoinstallazione si propone come primo esempio di quadreria elettronica di ritratti permettendo così la riflessione sul confronto e l’interazione delle arti nella era della Media Technology.
Alessandra Dosselli
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